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10mila frontalieri richiamati al lavoro in Svizzera: lunghe code al confine

Come prevedibile i controlli sono stati capillari

Se in Italia dovremo (se tutto andrà bene) aspettare il 3 maggio, il Canton Ticino ha deciso per una fase 2 "intermedia", ovvero di riaprire da oggi, 20 aprile, le attività legate all'edilizia, che coinvolge molti operai frontalieri italiani. Essendo chiusi alcuni valichi minori, già da ieri si parla di lunghe code per i controlli, e così è stato. Il permesso di ingresso nel territorio svizzero è stato consentito solo a chi possiede il permesso G. I frontalieri italiani che hanno varcato i confini per poter lavorare sono circa 10.000 in più rispetto alla scorsa settimana. Le code, anche alla dogana Ponte- Chiasso, superavano l'ora di attesa. Ma sono stati controllate anche le vetture che procedevano in senso opposto, ovvero dalla Svizzera all'Italia, per verificare che non ci fossero i soliti 'furbi' pronti per venire a fare la spesa in Italia.

Questi 10mila lavoratori sono legati al lavoro nei cantieri edili, tanto quelli all'aperto che quelli al chiuso, con un massimo di 10 persone alla volta e potranno lavorare anche quelle aziende con più di 10 dipendenti che chiedono un’autorizzazione, perché le proprie attività non sono più procrastinabili.

Sappiamo quanti italiani siano impiegati nell'edilizia e nell'industria in Ticino e allora la riapertura del valico di Bizzarone nei giorni infrasettimanali è sembrata proprio la risposta alle esigenza di far tornare i frontalieri a lavorare. Il 27 aprile ( dopo questa settimana, dal 20 al 26 di "prova") Berna potrebbe decidere di far riprendere la gran parte delle altre attività, purché siano rispettate le distanze di sicurezza.

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