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Canton Ticino: frontalieri dell'edilizia e dell'industria al lavoro da lunedì 20 aprile

Aprono i cantieri e le aziende con "attività non procrastinabili"

Anche se loro non la chiamano così, si può dire che in Ticino da lunedì inizierà la “fase due”. Il cantone di frontiera non è in linea con le decisioni di Berna e ha deciso di autoregolamentarsi in tutto ciò che gli è possibile. Una lieve ripresa delle attività era già iniziata martedì, dopo i tre giorni di festa pasquale (in Svizzera anche il Venerdì Santo è festivo). Lunedì prossimo, 20 aprile, riapriranno altri comparti produttivi che sono stati chiusi per il lock down. In particolar modo si ricomincerà a lavorare nei cantieri edili, tanto quelli all'aperto che quelli al chiuso, con un massimo di 10 persone alla volta e potranno lavorare anche quelle aziende con più di 10 dipendenti che chiedono un’autorizzazione, perché le proprie attività non sono più procrastinabili.

Ma sappiamo quanti italiani siano impiegati nell'edilizia e nell'industria in Ticino e allora la riapertura del valico di Bizzarone nei giorni infrasettimanali sembra proprio la risposta alle esigenza di far tornare i frontalieri a lavorare. Il 27 aprile potrebbero poi riprendere la gran parte delle altre attività, purché siano rispettate le distanze di sicurezza. Mentre, se le cose restassero come ora, la mascherina sarebbe solamente caldamente consigliata e non obbligatoria, ma su questo pare che ci sia ancora spazio per la riflessione...

Restano invece chiusi bar, ristoranti e hotel, il che dal punto di vista meramente economico è un dolo per i tanti italiani che in Ticino lavorano da stagionali.
Le autorità cantonali non sembrano invece per ora aver messo a calendario la riapertura dei servizi alla persona né delle scuole. Del resto con quasi 3mila casi e centinaia di decessi, in un cantone di 354mila anime, il Ticino resta in proporzione una delle zone più colpite del mondo.

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