Lunedì, 26 Luglio 2021
Coronavirus

Fontana: "Lombardia arancione scuro per evitare zona rossa"

Il governatore difende il provvedimento

Zona arancione scura

La decisione di ieri del governatore Fontana, che all'improvviso ha portato tutta la Lombardia in arancione scuro da oggi, Como lo era già dal 3 marzo. ha colto un po' tutti di sorpresa. Ma non più di tanto visto che l'allarme era nell'aria da giorni a causa delle varianti. 

"Sapevo che il provvedimento sarebbe stato impopolare, ma tra la popolarità e la necessità di tutelare la salute dei bambini, dei ragazzi e delle famiglie, ho scelto quest'ultima". Ad affermarlo è stato oggi Attilio Fontana, governatore della Regione Lombardia, intervenendo alla trasmissione "Mattino Cinque" in onda su Canale 5. 

"Non è stata una decisione nata dalla mia testa - ha detto ancora Fontana - ma dalla valutazione di una serie di esperti, tecnici e scienziati i quali mi hanno invitato a prendere il provvedimento con la massima urgenza e tempestività. È emerso come questa variante del virus, che ormai in Lombardia è maggioritaria, è particolarmente aggressiva, più rapida nella diffusione e colpisce anche i giovani, che fino a pochi mesi fa erano quasi indenni. In Lombardia è successo in tante occasioni che le scuole si siano trasformate in un importante focolaio".

Tutti d'accordo, in seno al Consiglio Regionale del Pirellone, sulla decisione di ricorrere alla fascia arancione rafforzata per scongiurare la zona rossa, ma non sullo scarso preavviso sulla chiusura delle scuole.Che poi il rischio zona rossa sia scongiurato davvero lo capiremo solo nel poimeriggio. 

Signorelli sulla situazione in Lombardia

"Le misure per il contenimento del virus devono essere rapide e rigorose". Lo sostiene il professor Carlo Signorelli, membro del Comitato Tecnico Scientifico della Regione Lombardia e docente di Igiene e Sanità pubblica all'Università Vita e Salute del San Raffaele di Milano. 

In un'intervista pubblicata su Lombardia Notizie Online il professor Signorelli sottolinea come "la decisione di collocare l'intera Lombardia in fascia 'arancione rafforzata' sia dettata da indicatori che non lasciano spazio a interpretazioni differenti da quanto deciso dal presidente Fontana".  

 "Nell'ultima settimana le chiamate al 112 per emergenze infettive e respiratorie hanno fatto registrare un aumento - prosegue il professor Signorelli - in tutte le aree regionali. Lo stesso discorso vale per la percentuale tra i tamponi effettuati e il numero di soggetti positivi riscontrati".

 "Nel comprendere le difficoltà che molte famiglie si troveranno ad affrontare per decisioni così importanti - conclude Carlo Signorelli - è giusto e doveroso far comprendere a tutti i lombardi che solo agendo in questo modo si potrà fronteggiare la minaccia delle varianti che incombe sempre più in Lombardia e, in generale, su tutto il Paese. Varianti che purtroppo colpiscono, a differenza del recente passato, in maniera più forte e veloce anche i giovani. In tale senso, ripeto, è corretto agire in maniera rapida e rigorosa, per il bene di tutti". 

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