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Controlli a Como

Controlli a Como

Pasqua e Pasquetta blindate: visite ad amici e parenti in Lombardia, quando sono possibili

Come per Natale, sarà possibile visitare amici e parenti: ma per spostarsi servirà l'autocertificazione

Saranno numerosi i controlli per le strade lombarde e italiane durante il fine settimana di Pasqua. La Lombardia, ricordiamo, come le altre regioni italiane, è in zona rossa. Il ministero dell'Interno Lucia Lamorgese schiererà 70mila uomini sulle strade per vigilare sul rispetto delle norme anti covid. Nel mirino soprattutto le feste private in casa e titolari di bar e locali che "sfidano" le restrizioni imposte dal governo per cercare di contenere i contagi. In attesa del nuovo decreto legge del governo Draghi, l'indicazione ai prefetti è di predisporre "un particolare sforzo operativo che incida significativamente sul dispositivo dei controlli", ma di gestire la situazione con quello che il ministro Luciana Lamorgese ha definito "un profondo senso di umanità".

"C'è un senso di stanchezza diffuso - ha detto Lamorgese nei giorni scorsi - soprattutto i più giovani iniziano a sentire il peso di una situazione di incertezza generalizzata che si protrae da oltre un anno. Ma dobbiamo tutti stringere i denti perché la campagna di vaccinazione è entrata in una fase cruciale. Non è il momento di abbassare la guardia, dobbiamo essere estremamente responsabili anche in vista della Pasqua".

Nell'ultima circolare del Viminale inviata ai prefetti a firma del capo di gabinetto Bruno Frattasi si legge che "tenuto conto che le disposizioni introducono una disciplina più rigorosa per contenere, nella massima misura, la diffusività del virus, contribuendo così alla tenuta del sistema sanitario, la circolare richiama l'esigenza che la loro applicazione venga sostenuta da un particolare sforzo operativo che incida significativamente sul dispositivo dei controlli. La circolare raccomanda, pertanto, che i servizi territoriali vengano disposti con accuratezza e si concentrino specificamente nelle aree urbane più sensibili, potenzialmente interessate da fenomeni di assembramento, specialmente in corrispondenza delle giornate festive e prefestive".

Visite ad amici e parenti per Pasqua e Pasquetta 2021

Fino al 2 aprile in zona rossa è vietato visitare amici e parenti, proprio dal 3 al 5 aprile il divieto cadrà e tornerà in funzione la deroga messa in campo dal governo Conte a Natale e Capodanno. E quindi da sabato a lunedì tutta Italia sarà in lockdown e sarà tutto chiuso ma ci sarà una deroga che consentirà i pranzi di Pasqua e Pasquetta in casa, visto che dal 3 al 5 aprile è permesso spostarsi all'interno della propria regione, in due e con bambini al di sotto dei 14 anni e/o con disabili non autosufficienti per andare a trovare amici e parenti. 

Come funziona la deroga per i pranzi di Pasqua e Pasquetta? Esattamente come quella per Natale e Capodanno. Innanzitutto c'è da segnalare che il governo chiarì all'epoca in una faq pubblicata sul sito di Palazzo Chigi che il rientro a casa "dopo essere andati a trovare amici o parenti deve sempre avvenire tra le 5.00 e le 22.00 (il 1° gennaio 2021 tra le 7.00 e le 22.00), sia nei giorni “rossi” che in quelli “arancioni”. I motivi che giustificano gli spostamenti tra le 22.00 e le 5.00 restano esclusivamente quelli di lavoro, necessità o salute". L'autocertificazione valida è quella che porta ancora la data di ottobre 2020. In essa va indicato che lo spostamento è determinato da:

  • comprovate esigenze lavorative;
  • motivi di salute;
  • altri motivi ammessi dalle vigenti normative ovvero dai predetti decreti, ordinanze e altri provvedimenti che definiscono le misure di prevenzione della diffusione del contagio;

Proprio quest'ultimo punto è quello da barrare nell'autocertificazione quando si utilizza la deroga per amici e parenti, aggiungendo nelle righe successive l'indirizzo di partenza e quello di destinazione ma, per motivi di privacy, non il nome della persona che si va a visitare. Quali sono le deroghe introdotte dal decreto legge 18 dicembre n. 172?

  • c'è una deroga che riguarda gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore ai 5mila abitanti, i cui residenti possono spostarsi per una distanza non superiore ai 30 chilometri rispetto ai confini. Non si può andare però nei capoluoghi di provincia;
  • c'è poi un'altra deroga che invece riguarda tutti i cittadini: è consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata, ubicata nella medesima regione, una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05 e le ore 22.00 e nei limiti di due persone. Non vengono ricompresi, in tale limite numerico, i minori di 14 anni sui quali le persone interessate allo spostamento esercitino la potestà genitoriale e le persone disabili o non autosufficienti con esse conviventi;
  • a questo si aggiunge, come deciso dal decreto legge n. 158 2 dicembre, che il ritorno a casa è sempre consentito e che per "casa" si intende la residenza, il domicilio o l'abitazione. Il Viminale ha precisato che se si utilizza una delle tre precedenti deroghe "la relativa ragione giustificativa potrà essere addotta tramite ricorso alla consueta modulistica di autodichiarazione, nella parte in cui si fa riferimento a "motivi ammessi dalle vigenti normative".
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