Istigazione a disobbedire al Dpcm: scattano le prime denunce per commenti scritti sui social

Si tratta dell’articolo 415 del Codice Penale, che punisce chi invita a disobbedire alle leggi di ordine pubblico

I social network sono delle vere e proprie piazze virtuali. Ma in molti, sentendosi protetti da uno schermo, si permettono di esprimersi senza filtri e senza freni e proprio per questo le leggi in materia si stanno affinando sempre di più. Nei vari gruppi Facebook che riguardano anche Como e provincia si discute quotidianamente del Dpcm, del covid e ogni tanto qualcuno esagera un pò con i toni. 

Da oggi in poi però, specialmente in merito alle leggi, ai decreti, alle ordinanze, alle norme consigliamo un pò di prudenza in più prima di scrivere un commento o un post "infelice" e comunque a cercare di non istigare all'odio, alla violenza e cercare sempre di esprimere la propria opinione in maniera educata e civile.

Ieri, 11 novembre, c'è stato il così detto "caso zero". Un 49enne di Rivolta D'Adda, nel Cremasco, è stato denunciato per istigazione a disobbedire alle leggi. La sua colpa è stata quella di commentare un post che parlava della chiusura dei locali e dei ristoranti spronando le persone a non rispettare le norme anti-covid imposte dal Dpcm. Come riportano alcune fonti locali, sarebbero stati gli stessi carabinieri di Rivolta d'Adda a rintracciarlo e a sporgere denuncia secondo l'articolo 415 del Codice Penale, che punisce chi invita a disobbedire alle leggi di ordine pubblico che dice precisamente che "Chiunque pubblicamente istiga alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico, ovvero all'odio fra le classi sociali, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni."

Attenzione quindi a quello che scrivete su Facebook e sui vari social network. Meglio pensare un minuto di più prima di premere il tasto invio...

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