Coronavirus

Il nuovo decreto legge di Draghi il 31 marzo, le regole del lockdown fino a maggio

Il consiglio dei ministri è stato convocato per approvare le nuove restrizioni. Ma non c'è accordo nella maggioranza sulla zona gialla

Mario Draghi

Il governo Draghi ha convocato un consiglio dei ministri mercoledì 31 marzo alle 17.30 per discutere il nuovo decreto legge Chiusure che porterà le regole del nuovo lockdown dopo Pasqua. Le nuove norme sono destinate a sostituire quelle che scadono il 6 aprile confermando lo stop alla zona gialla fino a maggio con la possibilità di rivedere la decisione se i numeri del contagio lo consentiranno. 

Il nuovo decreto legge di Draghi in uscita il 31 marzo e le nuove regole del lockdown fino a maggio

Nel decreto ci sarà anche l'ok alle scuole aperte fino alla prima media in zona rossa e fino alla terza media in zona arancione. Ma non verranno soddisfatte le richieste dei governatori delle Regioni, che ieri nella riunione con la cabina di regia sull'emergenza coronavirus hanno tentato un blitz per riavere la zona gialla anche ad aprile. Ma sono stati stoppati dal ministro della Salute Roberto Speranza: "Vorrei essere chiaro – ha detto ieri durante la riunione - con la zona gialla non saremmo capaci di sostenere la riapertura della scuola. La variante inglese corre, in Francia sono a 45 mila contagi. Evitiamo di illudere la gente". E ancora: "Con 3721 ricoverati in terapia intensiva, non possiamo esporci a un’altra ondata: rischiamo di non essere in grado di reggerla".

Mario Draghi si è schierato con il suo ministro e ha invitato tutti a rispettare le regole e la prudenza necessaria in un momento decisivo dell'emergenza coronavirus. Forte del fatto che anche il nuovo Comitato Tecnico Scientifico, quello voluto dalle forze di centrodestra all'interno della maggioranza, ha fornito un parere chiaro sulla questione: "Per il prossimo mese la zona gialla non è sostenibile". La ministra degli Affari Regionali Mariastella Gelmini è invece andata incontro alle richieste dei governatori ma soltanto in parte, ipotizzando un meccanismo automatico da inserire nel decreto che consenta l'allentamento delle misure "se i numeri lo consentiranno", esattamente come ha detto Draghi nella sua ultima conferenza stampa rispondendo a Matteo Salvini. 

Secondo questo scenario Palazzo Chigi, scrive Repubblica, potrebbe però alla fine evitare di inserire nel decreto l'automatismo sulla zona gialla e non ha intenzione nemmeno di diminuire i tempi di scadenza del nuovo decreto. L'unico impegno che Draghi si sentirebbe di prendere, secondo queste voci, è quello politico a riaprire se calano i contagi. Ad oggi quindi il nuovo decreto Chiusure del governo Draghi che vedrà la luce mercoledì 31 marzo dovrebbe: 

  • confermare il congelamento della zona gialla fino alla scadenza del decreto (ovvero la fine di aprile);
  • colorare tutta l'Italia di rosso e arancione, quindi con bar e ristoranti chiusi, e il divieto di spostamento tra regioni;
  • consentire il rientro in classe agli studenti fino alla prima media in zona rossa e fino alla terza media in zona arancione con il 50% di Didattica a Distanza nelle scuole superiori.

A tutto dovrebbe essere aggiunto l'obbligo vaccinale per il personale sanitario a contatto con i pazienti e la norma a tutela di medici e infermieri vaccinatori. Chi non rispetterà l'obbligo, secondo la bozza che circolava fino a domenica, andrà incontro a sanzioni crescenti che andranno dallo spostamento ad altro incarico fino alla sospensione dello stipendio. Ma senza l'obbligo di licenziamento. 

Intanto di certo a oggi c'è la Pasqua blindata in zona rossa, poi Como e la Lombardia sperano di passare in fascia arancione. La sentenza è attesa venerdì con in consueto report settimanale.  

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