Covid, lo strano caso della Lombardia, tutto cambia in base alla zona: a Como solo il 3% di sieroprevalenza

I primi dati dell'indagine Istat e Croce Rossa spiegano non solo le differenze tra le varie regioni, ma anche quelle all'interno della Lombardia stessa

Prelievi test sierologici foto Ansa

Che cosa sappiamo sul milione e mezzo scarso di italiani entrato in contatto con il coronavirus? Sono 1.482.660 le persone entrate in contatto col virus Sars-cov-2, si tratta del 2,5% dell'intera popolazione italiana. Lo ha detto la direttrice centrale dell'Istat, Lina Laura Sabatini, dando i primi risultati dell'indagine di sieroprevalenza sull'emergenza coronavirus. Le persone che sono entrate in contatto con il virus sono dunque 6 volte di più rispetto al totale dei casi intercettati ufficialmente durante la pandemia attraverso i tamponi.

Le differenze territoriali sono molto accentuate. Non è una novità, ma l'indagine di sieroprevalenza mostra come il caso della Lombardia sia realmente unico: da sola questa regione assorbe il 51% delle persone che hanno sviluppato anticorpi. D'altra parte in Lombardia, dove è residente circa un sesto della popolazione italiana, si è concentrato il 49% dei morti per il virus e il 39% dei contagiati ufficialmente intercettati durante la pandemia: in alcune sue province, quali ad esempio Bergamo e Cremona, il tasso di sieroprevalenza raggiunge addirittura punte, rispettivamente, del 24% e 19%. Al contrario le provincia di Como e Lecco sono rimaste invece relativamente ai margini, con percentuali molto ridotte: si patla di una sieroprevalenza del 3% anche se siamo sempre nella Regione più martoriata dal Covid. Idem per cremonesi e pavesi:  19%  di sieroprevalenza i primi, contro il 5,1% degli altri.

Non emergono differenze significative per quanto riguarda, invece, il genere. Uomini e donne sono stati colpiti nella stessa misura dal SARS-CoV-2 così come emerso anche da studi di altri Paesi. Per quanto riguarda l'età, la sieroprevalenza rimane sostanzialmente stabile al variare delle classi utilizzate nel disegno campionario e riportate nel Prospetto 2.

I dati evidenziano grosse differenze fra le varie regioni, con la Lombardia con 7 volte il valore rilevato nelle regioni a piu bassa diffusione soprattutto del sud Italia. "Gli asintomatici non sono una quota bassa: arrivano al 27,3%" secondo l'indagine sulla sieroprevalenza. "Una stima simile a quella della Spagna - ha sottolineato Sabatini direttrice centrale dell'Istat - che sottolinea l'importanza del rispetto delle regole". Le persone con uno o due sintomi, ad esclusoine della perdita di olfatto e gusto, sono il 23,4%, le presone con tre o più sintomi o solo con il sintomo di perdita di olfatto o gusto sono il 41.5%.

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