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Covid, cosa ci aspetta a Como e in Lombardia sino a febbraio

Ecco le possibili direzioni che prenderanno le nuove restrizioni in vigore dal 16 gennaio

È chiaro cosa ci aspetta nel weekend e adesso, con l'ordinanza del ministro Speranza, i coloro sono delineati fino al 15 gennaio , con la Lombardia in zona arancione. Nel frattempo iniziano a farsi strada ipotesi concrete sull'atteso nuovo Dpcm che il governo di Giuseppe Conte dovrà varare nei prossimi giorni per poi essere attivo da sabato 16 gennaio in tutta Italia. 

Cosa ci sarà nel nuovo Dpcm e/o nel decreto legge del 16 gennaio

E qui arriviamo al nuovo Dpcm e/o al decreto legge in arrivo. Secondo molti l'impostazione è già chiara ed è quella di prorogare la maggior parte delle restrizioni fino al 31 gennaio o alla metà di febbraio. Anche l'agenzia di stampa Ansa ieri ha scritto che il piano si articolerà su tre punti:

  • verrà confermato il divieto di spostamento tra le regioni e il coprifuoco alle 22, così come la chiusura alle 18 dei bar e ristoranti anche nelle zone gialle 
  • dovrebbero rimanere ancora chiuse palestre e piscine; di quest'ultimo aspetto si parlerà probabilmente nella prossima riunione del Cts e l'ipotesi è quella di agganciare aperture e chiusure al sistema delle fasce; 
  • non è ancora definito se rimarrà o meno la deroga per la visita a parenti e amici ma in ogni caso varranno le regole della zona gialla rafforzata, ovvero che lo spostamento sarà consentito all'interno del proprio comune. 

Quest'ultimo aspetto fa ipotizzare, per ragioni che riguardano la gerarchia delle fonti di legge, che il 16 gennaio il governo dovrebbe varare quindi un decreto legge, eventualmente accompagnandolo il giorno successivo con un Dpcm come è successo nei giorni del 2 e del 3 dicembre. Il Corriere della Sera aggiunge oggi che Il nuovo Dpcm conterrà modifiche anche sugli sport: "Il ministro Vincenzo Spadafora sta lavorando per consentire che nelle aree gialle si possa tornare ad allenarsi in forma individuale anche a calcio, basket e negli altri sport di squadra. Il ministro vorrebbe tornare alla situazione precedente al Dpcm del 4 novembre, quando gli sport erano regolati per fasceenon era ancora scattato lo stop nazionale a palestreepiscine. Ma non sarà facile superare le perplessità dei rigoristi Speranza, Boccia e Franceschini". In più nella nuova legislazione dovrebbe esordire la zona bianca proposta dal ministro della Cultura Dario Franceschini, dove:

  • non dovrebbe essere in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5 (altrimenti non avrebbe senso tenere aperti bar e ristoranti);
  • non dovrebbero esserci limitazioni all'apertura e al servizio di bar, ristoranti, pub, locali pubblici in generale; 
  • dovrebbero riaprire, con regole e limitazioni simili a quelle introdotte durante il primo lockdown, palestre e piscine attraverso un protocollo da stilare tra gli operatori e il ministero della Salute e dello Sport;
  • dovrebbero riaprire, con regole e limitazioni simili  a quelle introdotte durante il primo lockdown, musei, mostre, teatri, cinema e sale da concerto attraverso un protocollo da stilare tra gli operatori e il ministero della Salute e della Cultura. 

Su questo punto va però precisato che attualmente il governo pensa di concedere la zona bianca a quei territori che abbiano l'indice di contagio Rt sotto una certa soglia (si parla di 0,50) e, soprattutto, un'incidenza media nella popolazione al di sotto dei 50 casi ogni centomila abitanti. Attualmente l'incidenza media è a quota 135 ed è altamente probabile che il nuovo report dell'Istituto Superiore di Sanità, che dovrebbe essere pubblicato oggi, la riveda al rialzo. Quindi è altamente improbabile che qualche territorio finisca in zona bianca prima della scadenza dello strumento legislativo che la prevede (che dovrebbe essere intorno alla metà di febbraio). Quella della zona bianca dovrebbe essere soltanto la promessa di un Eden che si concretizzerà però soltanto quando la circolazione del virus sarà enormemente ridotto rispetto a ora. Sognare, però, non costa nulla. E questo la politica lo sa benissimo.

Le ipotesi per Como dal 16 gennaio

Ma per Como e la Lombardia l'eventualità di una zona bianca è al momento lontanissima ed è difficile che la situazione possa migliorare nelle prossime settimane. La campagna vaccinale è all'inzio, pur con tutte le polemiche che la stanno accompagnando, ed è quindi più logico attendersi per il momento una zona arancione. Sarà quindi un gennaio nuovamente a colori con l'obiettivo minimo di riportarci almeno per la fine del mese in zona gialla. Le variabile sono molte anche perché il virus nella stagione della sua recrudescenza come l'inverno ha finora dimostrato di fare un po' quello che vuole. Poi c'è il tema scuola, la cui ripresa in presenza, almeno al 50%, per le superiori è stata rimandata la 24 gennaio. Tuttavia, anche in questo caso non ci sono certezze. Vedremo poi, con l'avvento della Moratti al posto di Gallera, se la rotta delle Sanità lombarda cambierà direzione. 

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