Coronavirus

Covid a Como e provincia, Ats Insubria non si sbilancia: "Il calo dei casi c'è, ma è ancora lieve"

I dati presi in considerazione sono quelli dal 31 marzo al 7 aprile

Tamponi drive in

"La curva scende ma lentamente e per arrivare a valori bassi ci vorrà del tempo" così ha spiegato il dottor Paolo Bulgheroni, Direttore Dipartimento Igiene e Sanità Pubblica, durante la conferenza stampa organizzata da Ats Insubria ogni settimana. i dati presi in considerazione sono quelli dal 31 marzo al 7 aprile.

"L’indice Rdt mostra una diminuzione – ha detto Bulgheroni – a parte un piccolo slivellamento sopra la linea dell’1, ormai negli ultimi 30 giorni è stabilmente al di sotto del valore 1. Questo è molto positivo, rispecchia e va di pari passo con la diminuzione progressiva dei nuovi casi. Questi dati ci danno un po’ di conforto ma non devono fare abbassare la guardia”.

Per quanto riguarda la percentuale ogni 100mila abitanti la situazione nel territorio non è omogenea. A Como, come riferito in conferenza, è scesa sotto i 250 ( è a 238) ma a Erbaè a  356, a Lomazzo-Fino 282, nel Medio Lario 205 e a Olgiate Comasco 266. Non c'è quella stabilità e omogeneità territoriale sperata. 

Rispetto al periodo preso in considerazione precedentemente (dal 25 al 31 marzo erano 1888) i nuovi positivi a Como sono 1478. L'indice di positività dei tamponi sia nella provincia di Como che in quella di Varese si aggira intorno al 20%.

Si conferma inoltre che l'età media dei contagiati rispetto all'inizio della pandemia si è abbassata e riguarda più gli adulti (media di 40 anni) che gli anziani. 

Sul tema vaccini nel territorio lariano Bulgheroni riferisce che  gli operatori scolastici sono stati vaccinati al 92%, mentre per gli over 80 al 70% (escluse le somministrazioni a domicilio).

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