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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Coronavirus

Perché il coprifuoco alle 23 (almeno in zona gialla) è più di un'ipotesi

Un'ora in più per un lento ritorno alla normalità. Da quando?

Spostare le lancette del coprifuoco dalle 22 alle 23. Una possibilità che fino a qualche giorno fa il Governo sembrava escludere in maniera categorica, ma che negli ultimi giorni sta prendendo spazio in maniera prepotente. Quello che fino alla scorsa settimana era un ''no'' irremovibile, adesso si sta ammorbidendo, con la proposta del coprifuoco alle 23 che è finita sul tavolo dell'esecutivo. In effetti, l'idea di far slittare di un'ora il coprifuoco andrebbe anche incontro alla possibilità per le Regioni in zona gialla di riaprire i ristoranti all'aperto anche a cena. Inoltre, il Governo andrebbe anche ad accogliere le richieste di alcuni governatori e dal centrodestra come ad esempio Attilio Fontana in Lombardia

Salvini: "Proposta del coprifuoco alle 23 in Cdm"

Matteo Salvini, leader della Lega, da giorni chiede all'esecutivo di valutare l'ipotesi del coprifuoco alle 23, confermando oggi a Radio24 di voler portare la proposta al Consiglio dei ministri: "Siamo a metà dell'opera sulle riaperture, abbiamo ottenuto che valessero le regole della scienza, a Madrid, per esempio, bar e ristoranti sono aperti fino alle 23, ma anche cinema, musei e teatri. Uno sforzo nel nome della libertà e della ripartenza è doveroso", aggiunge Salvini. "Porteremo in cdm proposta di allargare coprifuoco alle 23, lo chiede il buon senso. Speranza qualche ascolto ha iniziato a darlo".

È senza dubbio dal centrodestra che arriva il maggiore pressing sul premier Draghi per spostare l'ora del ritorno a casa. Dopo la Meloni, anche  il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida, ha voluto porre l'accento sul coprifuoco e sui possibili effetti negativi: "Il coprifuoco non ha alcuna logica. La riapertura, anche se parziale, di cinema, teatri, palestre e ristoranti insieme all'obbligo di non uscire dopo le 22 concentrerà le persone negli stessi orari. Il rischio è, ad esempio, di sovraccaricare i mezzi pubblici".

Coprifuoco alle 23: il Governo ci pensa

Un'apertura da parte del Governo sull'idea di posticipare l'inizio del coprifuoco era arrivata ieri da Andrea Costa: secondo il sottosegretario alla Salute era necessaria ''una riflessione per consentire la cena all'aperto nei ristoranti''. Un primo passo sottolineato nuovamente da Costa a Cusano Tv Italia:  ''Nel momento in cui decidiamo di riaprire ristoranti all'aperto, cinema e teatri, credo sia ragionevole pensare a posticipare l'orario del coprifuoco, c'è un dibattito in corso, mi auguro che prevalga il buonsenso. Non credo che spostare il coprifuoco di un paio d'ore possa incidere sul contagio in maniera così devastante''.

Fontana: "Guardiamo i contagi"

Il coprifuoco alle 23 è quindi un'idea concreta, che però deve fare i conti con un numero in particolare, quello dei contagi. Una linea seguita dal ministro Speranza e ribadita oggi da Attilio Fontana, presidente delle Regione Lombardia: Io credo che si debba fare tutto con la gradualità e buon senso che il Governo ha voluto adottare. Il coprifuoco è una di quelle misure che dovrà tener conto dell'evoluzione della situazione, del miglioramento dei numeri".

''In questo momento - ha aggiunto Fontana - mi sembra più prioritario  pensare alle attività commerciali che devono ricominciare a lavorare. Io sono d'accordo sul valutare di giorno in giorno l'evoluzione dei numeri. Ad ogni modo, siamo vicini a una resa finale, a una scelta definitiva".

Coprifuoco e l'effetto sui contagi

A parlare dei possibili effetti sulla curva epidemiologica di un eventuale slittamento alle 23 del rientro a casa è stata Antonella Viola, immunologa dell'università di Padova: "Spostare il coprifuoco di un'ora, alle 23, permetterebbe ai ristoratori che stanno investendo nelle strutture all'aperto di affrontare con maggiore fiducia la ripartenza. Così come aiuterebbe il mondo dello spettacolo, duramente colpito dalle restrizioni. E non cambierebbe invece nulla dal punto di vista dei contagi, a patto che continuino i controlli". 

Eppure, il timore che qualcosa possa andare ''storto'' resta. Infatti, la possibilità di avere i locali aperti la sera nelle regioni in zona gialla (sempre a partire dal 26 aprile), ma con il coprifuoco alle 22, potrebbe innescare una nuova e "pericolosa" dinamica. Ad oggi, con i locali chiusi, le strade la sera sono pressoché deserte, ma la possibilità di poter cenare fuori la sera porterà i cittadini a rimanere in circolazione fino al limite imposto (che sia 22 o 23), per poi tornare a casa per completare la serata. Così, se prima ci si fermava a discutere fuori dal locale, adesso c'è il rischio di portare il contagio nelle case e nei luoghi al chiuso. Un ragionamento che ovviamente rimane nel campo delle ipotesi, ma che non si distanzia molto dalle abitudini che ognuno di noi può aver osservato nel corso della vita. Uno dei pericoli di cui il Governo dovrà tenere conto, quando e se, deciderà di intervenire sul coprifuoco.

Quando cambia l'orario del coprifuoco?

Essendo ancora una proposta in fase ''embrionale'' è difficile, se non impossibile, ipotizzare una data in cui potrebbe avvenire questo cambio di orario. Il 26 aprile, data in cui tornerà in vigore la zona gialla e avranno inizio le riaperture, è molto vicino, motivo per cui sembra improbabile che la decisione arrivi in tempo per la prossima settimana. Con tutta probabilità, come per gli eventuali cambi di colore delle regioni, il Governo attenderà i dati dei prossimi giorni e il monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità, ma la situazione in continua evoluzione.

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