Cascina Respaù, la sfida di Ale e Katia: "Contro la crisi del turismo non resta che il delivery"

Alessandro Donegana: "L'attività di ostello per noi era fondamentale, ora dobbiamo puntare tutto sulla nostra cucina: pasta fresca, ragù, secondi e biscotti"

Alessandro Donegana e Katia Vigorelli

Cascina Respaù, antica struttura incastonata nel parco della Spina Verde, è un ostello con ristorante. Per la precisione, è rimasta l'unica struttura ricettiva turistica di concessione comunale, dopo il fallimento dei bandi e delle trattative per riaprire l'ostello di Villa Olmo. Oggi, dopo tre mesi di pandemia, i titolari di Cascina Respaù, Alessandro Donegana e Katia Vigorelli, devono fare i conti non con la diminuzione, bensì con l'azzeramento delle prenotazioni per i pernottamenti, con l'aggravante, a causa delle nuove norme di distanziamento sociale, di non potere più neanche contare sui pienoni del week-end, quando facevano il tutto esaurito a pranzo e cena non solo grazie ai turisti, ma anche anche e soprattutto grazie ai tanti fedelissimi clienti. Per reagire alla crisi da coronavirus Alessandro e Katia hanno dovuto fare come molte altre attività analoghe, cioè riconvertirsi al delivery e all'asporto, ma la loro sfida presenta qualche difficoltà in più. Infatti, per raggiungere Cascina Respaù bisogna camminare nel bosco per circa 15 minuti, salendo da piazzale Camerlata. Una sfida, questa, che la coppia di gestori è decisa a vincere, nell'attesa che i turisti tornino a popolare il territorio lariano nel 2021.

Voi siete un ostello con ristorante, come avete affrontato questi mesi?

E' stata durissima, soprattutto moralmente perché non abbiamo vere e proprie prospettive di ripresa, sebbene l'attività continui ad avere dei costi, primo fra tutti il canone di locazione.

Il Comune non vi è venuto incontro?

Certamente, ma si tratta di una sospensione del canone di concessione, non certo di un annullamento. Insomma, i pagamenti solo sono rinviati. Siamo in attesa di sapere meglio se a livello statale ci saranno dei concreti sostegni per le attività turistiche.

Per fortuna voi siete conosciuti anche per il ristorante, frequentato da molti comaschi e non solo.

E' vero ed è proprio sulla cucina che adesso dobbiamo puntare tutto. Sinceramente non pensavamo di darci al delivery o all'asporto perché trovandoci in una posizione poco strategica abbiamo preferito aspettare nella speranza che si potesse tornare presto a lavorare come prima. Cosa che a questo punto è completamente esclusa.

Dunque, come vi state "attrezzando" per continuare a lavorare?

Abbiamo dovuto raccogliere una nuova sfida: portare la nostra cucina nelle case dei comaschi. Avevo grossi dubbi perché i nostri piatti vanno gustati appena sono pronti, ma abbiamo molte frecce al nostro arco. La nostra pasta fresca è molto apprezzata e quindi abbiamo pensato di cominciare proprio con le consegne di tagliatelle fresche e ravioli di patate e casera. Con le tagliatelle consegniamo anche una vaschetta di ragù di cinghiale cotto 5 ore e diamo due o tre consigli su tempi e modalità di cottura della pasta per avere un risultato ottimale come se il piatto fosse gustato qui da noi. Infine offriamo un'alternativa di secondi. Il nostro menù cambia abbastanza spesso e può essere consultato sulla nostyra pagina Facebook.

Come si svolgono le consegne?

Prendiamo prenotazioni fino alle 11 del mattino ed effettuiamo le consegne tra le 17 e le 19. Basta chiamare il 3401406805 o scriverci su WhatsApp.

Fate anche piatti da asporto?

Adesso che le passeggiate nei boschi non sono più vietate diamo anche cibo da asporto. La nostra speranza è quella di tutti, cioè che si torni a vivere come prima e che i comaschi tornino a frequentare questi bei posti. Ai turisti ci penseremo l'anno prossimo.

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