Coronavirus

Si parla già di didattica a distanza. A Scuola Como non ci sta: "I contagi non avvengono in classe"

L'associazione scrive al nuovo dirigente dell’ufficio scolastico territoriale Marco Bussetti: "Gli alunni delle scuole superiori di Como quelli con i voti più bassi in Lombardia"

La scuola è terminata da poco più di un mese e si parla già, molto insistentemente, di un nuovo anno scolastico (2021-2022) con la didattica a distanza. In particolare, per quanto riguarda Como è stato il nuovo dirigente dell’ufficio scolastico territoriale Marco Bussetti a fare alcune dichiarazioni che hanno messo in allarme l'associazione A Scuola Como. Secondo le affermazioni di Bussetti sarebbero almeno tre gli Istituti nel Comasco che, qualora dovessero persistere le norme attuali da contenimento del contagio, dovrebbero fare didattica a distanza. Si tratta del liceo Volta, il Caio Plinio e il Teresa Ciceri. Questo perchè essendo edifici storici non dispongono degli spazi sufficienti per il dovuto distanziamento in base al numero di alunni. 

È partita quindi una seconda cominicazione (la prima era del 5 luglio) da parte del comitato A Scuola Como rivolta all'ufiicio scolastico territoriale e al suo dirigente Marco Bussetti. 

Il Comitato A Scuola Como (che allega anche i dati epidemiologici inerenti le strutture scolastiche forniti da Ats Insubria) spiega in cinque punti la propria posizione in merito e chiede sostanzialmente di essere coninvolto nei tavoli di lavoro e tecnici per la programmazione e la ripresa delle attività in presenza per gli alunni di Como.

A Scuola Como: la sintesi in punti della lettera all'ufficio scolastico territoriale

1) siamo ormai al terzo anno scolastico in pandemia e ci appare quantomeno grottesco l’affermare che non sono state trovate soluzioni alternative rispetto alla situazione degli edifici scolastici cittadini; 

2) ieri e oggi su tutti i giornali sono state pubblicate le notizie in merito alle conseguenze gravissime che la gestione della pandemia in ambito scolastico ha portato in termini di impoverimento della preparazione degli studenti: uno studente su due in quinta superiore ha dimostrato di avere competenze di terza media in italiano e in matematica; 

3) sempre di ieri ( 16 luglio) è la notizia di come gli studenti delle superiori della nostra provincia abbiano avuto tra i voti più bassi in Lombardia, circostanza che mina notevolmente il loro futuro, atteso che il voto di maturità è un peso determinante nell’accesso alle università a numero chiuso; 

4) i forti disagi psicofisici sopportati dai ragazzi in seguito a un prolungato isolamento e allontanamento da un percorso di istruzione in presenza che garantisce socialità e pari opportunità sono stati evidenziati in tutti gli studi pubblicati in merito;

5) i dati sanitari hanno evidenziato la sostanziale non pericolosità dell’infezione da SARS-CoV-2 nella fascia di età tra gli 0 e 19 anni (mortalità dello 0,0003%) a cui si accompagna una prevalenza molto bassa di infezioni nella scuola (mediamente inferiore allo 1% di positivi nella popolazione scolastica) e un’altrettanto rara trasmissione dell’infezione da minori ad adulti. Abbiamo chiesto e ottenuto i dati dei contagi per l’anno scorso da parte di ATS Insubria e anche nella nostra provincia si è evidenziato che il contagio non avviene in classe.

In quanto appartenenti alla Rete Nazionale Scuola in Presenza A Scuola Como ha inviato anche al CTS una proposta per scongiurare un altro terribile anno scolastico come quello appena trascorso. 


 

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