Coronavirus

Como, beffa infinita per i ristoranti: "Fuori a pranzo solo se non piove: una barzelletta"

"Un groviglio di regole che non fa felice nessuno"

Tavolini all'aperto Como (repertotio)

Secondo quanto firmato ieri, 22 aprile 2021, dal premier Draghi per quanto riguarda i ristoranti le cose dovrebbero procedere così: 

- Confermato l'anticipazione del via libera dei ristoranti a pranzo e cena dal 26 aprile in zona gialla "con consumo al tavolo esclusivamente all'aperto".

- Dal primo giugno potranno aprire ma solo a pranzo anche i locali che hanno spazi al chiuso.

- Dal 1° giugno nella zona gialla saranno consentite anche le attività dei servizi di ristorazione al chiuso, con consumo al     tavolo, dalle 5 fino alle 18 "o fino a un diverso orario stabilito con deliberazione del Consiglio dei ministri".  

Si conferma il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino. Pertanto:

  • dal 26 aprile 2021 in zona gialla ristoranti all'aperto aperti pranzo e cena (fino alle 22)
  • nessun limite di orario per i clienti dei ristoranti di alberghi e altre strutture ricettive
  • da 1° giugno in zona gialla ristoranti anche al chiuso dalle ore 5:00 e fino alle ore 18:00

 I ristoratori di Como

Abbiamo chiamato molte attività ristorative di vario genere e tipologia a Como e provincia. Le risposte sono state pressoché univoche: "L'ennesima presa in giro". Solo questo, per esempio dichiara Dennis Bormolini di RossoDiSera Restaurant Pizza & More di Colverde, che pure dispone di un delizioso spazio esterno.

La signora Zen del ristorante giapponese Tokyo non si discosta molto da questo concetto, aggiungendo che: "È ancora peggio dello scorso anno". Inoltre fa notare che c'è da considerare che Como, quale città turistica di confine, ha già perso l'indotto di Pasqua e in merito alla riapertura su questo fronte non si sa ancora nulla. 

In molti non hanno neanche voluto rispondere alle nostre domande e nelle loro voci si sentiva frustrazione e rassegnazione. In effetti la domanda portava già in sé l'inevitabile risposta di sconforto, derivata da una matassa di norme che sembrano più dare un contentino che cercare di risollevare realmente l'economia di questo settore in grande crisi. 

Chi non ha tavolini esterni fino a giugno continuerà così, con asporto e take away, poi potrà aprire ma fino alle 18. 

Per chi ha spazi esterni in giornate di sole, come ieri 22 aprile, potranno essere serviti pranzi e cene. 

Ma per quanto le previsioni del tempo abbiamo fatto passi da gigante non è impossibile che si metta a piovere anche quando non previsto. Le temperature, al Nord Italia specialmente, non sono così miti da permettere sempre cene all'aperto a maggio e giugno ( a volte neanche i pranzi).

Voi direte che ci si può attrezzare con qualche cosa per riscaldare, come i così detti funghi, quindi oltre alle spese già sostenute per adeguare spazi e locali al covid (riduzione dei tavoli, igienizzatoti, ecc..) si dovrebbero aggiungere queste.

Ma attenzione: non avete considerato i cambi colori. Se davvero come sperano dal 26 aprile la Lombardia e quindi Como saranno zona gialla i ristornati con spazi all'esterno riapriranno, ma se i dati dovessero peggiorare, come già successo, sarà automatico regredire all'arancione o addirittura al rosso. Con questo sistema è molto difficile programmare un servizio di ristorazione. Senza contare che il lago di Como è un luogo che vive anche di turismo e la situazione, anche da questo punto di vista non è molto chiara. 

Dennis Bormolini di Rossodisera mi richiama, dopo la firma del decreto:

«Anche se il mio ristorante ha uno spazio aperto queste norme sono imbarazzanti. La categoria dei ristoratori è sempre più massacrata e non siamo mai stati interpellati in merito. Ogni scelta è una contraddizione e va in direzione opposta alla logica. Quello che si è evinto da quest'anno di covid è che la nostra attività è percepita come sacrificabile. Ma la cosa peggiore è che ci stanno facendo perdere la voglia di fare il nostro lavoro. Parlando con colleghi è questo il sentimento generale, perché così è impossibile lavorare. 

Continuiamo a non avere linee guida e questo non ci permette di  fornire un servizio essere regolare. Possiamo solo aprire alla "carlona”, senza poter programmare la spesa. I dipendenti? In balia previsioni meteo. Oggi c'è il sole lavori, domani danno pioggia no. La verità è che noi ristoratori, in generale, siamo gente per bene, che ama il proprio lavoro. Abbiamo fatto di tutto quest'anno: ci siamo inventati asporti particolari, comici che venivano a consegnare, ci siamo fatti forza l'un l'altro pubblicizzandoci a vicenda. Adesso per questa stagione in arrivo sto mettendo a punto una collaborazione con il Fresco (Cocktail Bar) che non ha spazi esterni e quindi non potrebbe ancora lavorare. Unendoci io posso dare ai miei clienti la possibilità di bere un aperitivo da noi prima di cena o creare anche degli appetizer da abbinare e loro potranno lavorare.»

La speranza è che con l'andare del tempo e i nuovi monitoraggi venga tolto il coprifuoco e allentata la presa. L'incertezza regna comunque sovrana. 

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