Como, incubo burocrazia, la testimonianza di Veronica: invece di ricevere la Naspi ho pagato 1062 euro

Ora tutto dovrebbe essere risolto, attende (e spera) il primo bonifico

Questa storia è contorta come spesso, molto spesso, lo è la burocrazia in Italia, specie di questi tempi dove l'Inps anche a causa del Covid-19, è stata subissata di richieste.
Veronica D., di Como, 34 anni, ci ha contattati per spiegarci quello che è accaduto a lei. Una storia in cui molti di voi potranno immedesimarsi ma che spiega come la complessità di certe procedure di certo non aiuti il buonuomore.

I fatti

Il 30 aprile a Veronica scade un contratto. Fino al 12 marzo lavorava a chiamata poi, vedendo anche l'evolversi della situazione Covid-19, è riuscita a farsi assumere a tempo determinato: fino al 30 aprile. Questo le avrebbe consentito almeno di poter chiedere qualche sussidio in caso di licenziamento o di sospensione attività (cassa integrazione). Puntualmente il licenziamento avviene a causa delle difficoltà legate al periodo. Il 1 maggio Veronica fa richiesta di Naspi. È qui inizia una serie di scambi di comunicazioni con l'Inps che la porteranno ( al momento) non solo a non aver ricevuto un euro ma ad averne pagati 1062. Nei meandri della burocrazia e della confusione, ecco come sarebbero andate le cose.

Avendo Veronica già usufruito, ad ottobre 2019 di 14 giorni di disoccupazione, alla sua nuova richiesta di Naspi le sono stati subito accreditati 950 euro in data 11 maggio. Veronica, stupita, chiede spiegazioni perchè le sembrava molto strana la velocità di erogazione. Infatti dopo una serie di difficoltosi scambi di mail e telefonate scopre che quella cifra "le spettava perchè erano la prosecuzione o il disavanzo della vecchia Naspi di ottobre". La prosecuzione non poteva essere però perchè, in base alla legge, erano già trascorsi 6 mesi dall'ultima Naspi dopo la quale, Veronica, aveva trovato un altro lavoro. Quindi la 34enne con grande perseveranza, continua a ribadire che quei soldi non le spettano.
 

Veronica restituisce i soldi

Con grande onestà e tante mail Veronica ricontatta l'Inps e spiega che quei soldi non le spettano e li vuole restituire, nel frattempo però attende la risposta per la nuova Naspi richiesta. In primis la nuova Naspi le viene negata perchè risultava in essere la precedente. Trascorse ancora ore di spiegazioni e burocrazie, l'Inps si covince che, in effetti, quei 950,74 euro non le spettavano e le chiede la restutuzione. Grande sconforto e stupore invadono Veronica  quando vede che le chiedono di restituire non 950,74 euro ma 1062!

Questa è la cifra del pagamento lordo e, le spiegano, nella dichiarazione dei redditi 20121 potrà detrarre differenza tra lordo e netto.

Dopo aver comunque bonificato i 1062 euro, della nuova Naspi (quella richiesta il 1° maggio 2020) non vi era traccia. Solo da pochi giorni le è stata accordata perchè hanno ripristinato la domanda, ma non ha ancora ricevuto nulla.  In sostanza: Veronica perde il lavoro, non le accettano la disoccupazione con la prima richiesta, le chiedono anzi di restituire soldi che le avevano bonificato per errore comprensivi del lordo e lei, nel frattempo, non ha ancora visto un soldo, anzi: ne ha spesi 1062. La storia è molto complessa, così riassunta per renderla più fluida, ma ci sono tutti i documenti che la attestano. Ci racconta, Veronica, anche un episodio, sempre legato alle burocrazie Inps dei suoi genitori.
 

Il racconto di Veronica
 

«È arrivato a mia mamma un bollettino di 180 euro da pagare, senza grosse spiegazioni . Ai miei viene in mente che la cifra è la stessa di alcuni bollettini che hanno dovuto pagare tempo fa all'Inps. Per la precisione riguardavano un errore dell'Inps legato all'invalidità della mamma: dopo anni han deciso che non erano dovuti (la mamma è comunque invvalida al 100%).

L'episodio risaliva a 9 anni fa. Fortunatamente mio padre, ordinatissimo, aveva conservato tutti i bollettini già pagati ( di 4441 euro) e tutto era a posto. Gli hanno risposto che c'era stato "un problema interno di flussi". Ma dopo nove anni solo mio padre poteva aver tutto conservato con tanta precisione. Molti di noi, forse, avrebbero dovuto pagare». 

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