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Giulia, 14 anni oggi

Giulia, 14 anni oggi

Giulia, 14 anni ai tempi del covid, le parole che tutti dovrebbero leggere: "Il problema non siamo noi giovani"

Arriva in redazione, tramite suo padre Luca, la lettera di un'adolescente coraggiosa ma che esprime anche tutte le sue tristezze legate a questo periodo

Proprio oggi, 30 novembre, Giulia compie 14 anni. E invia in redazione, tramite suo padre Luca, di Como, una lettera, uno spunto di riflessione, dove traspare tutta la speranza che ancora abita nel suo cuore e la saggezza, dovuta al carattere, certo, ma anche alla situazione che gli adolescenti stanno vivendo e che sicuramente li rende più riflessivi. È facile dare colpe. Per tutta l'estate non si è fatto altro che puntare il dito su quei ragazzi che se ne fregavano e andavano in discoteca. Ma non esistono solo loro. Al contrario, difronte a qualche caso (reso mediaticamente altosonante), di poco rispetto delle regole (anti contagio e non) e strafottenza, ci sono tanti ragazzi giovani, adolescenti, che stanno affrontando questa fase della vita con coraggio e un senso di responsabilità precocemente radicato. Sono la maggioranza, ma fanno meno rumore. Sono quelli che si preoccupano per i nonni, che non si lamentano se vanno a scuola un mese sì e uno no. Che accettano restrizoni economiche oltre che di spazio, di esperienze, di relazioni interpersonali. Proprio in quell'età dove spaziare, in tutti i sensi, dovrebbe essere quasi un diritto. Avevamo già affrontato il tema di come tutelare i ragazzi adolescenti ai tempi del covid. Perchè è indubbio che in un anno così compicato il coronavirus abbia infilato una barriera proprio all’interno di ciò che per l’adolescente caratterizza una dimensione essenziale: il confronto diretto con i suoi coetanei.

I lockdown, le paure, la vita sociale ridotta ai minimi termini. Contare i giorni tra un'uscita e l'altra. Essere tristi e felici contemporaneamente. Sperare in una buona notizia. Compiere 14 anni durante il lockdown, ai tempi del covid a Como. E cercare di raccontarlo con la limpidezza di chi sta crescendo e a cui stiamo consegnando un surrogato di quella che per noi è stata l'adolescenza. 

La lettera è stata scritta il 24 novembre. 

Le parole di Giulia

«Oggi sono già al 19° giorno di lockdown. Giovedì 5 novembre è stato l'ultimo giorno di libertà, perchè dal 6 la nostra regione è diventata di nuovo zona rossa. Giovedì ho visto per l'ultima volta i miei amici. Eravamo felici e come sempre ci siamo divertiti, però eravamo tutti anche un pò tristi perchè sapevamo che, per un bel pò, quella sarebbe stata la nostra ultima uscita. Queste settimane non sono per niente facili e il periodo che stiamo vivendo è brutto per tutti, ma penso che tra le persone che ne risentono di più ci siano proprio gli adolescenti.

Spesso ho sentito dire che il problema siamo noi giovani, io non sono proprio d'accordo perchè il problema siamo tutti e se ogni persona cominciasse a rispettare le regole e non sottovalutare questa situazione sicuramente le cose inizierebbero pian piano a migliorare. In questi ultimi giorni mi capita di avere momenti no, di piangere e di buttarmi giù. Ultimamente a scuola ho molte verifiche e interrogazioni e lo stress si fa sentire. Mi manca la normalità che avevamo prima, mi manca uscire nel weekend con le mie amiche. Mi manca giocare a pallavolo, mi manca uscire il sabato sera, ogni tanto, a mangiare una pizza con la mia famiglia. Ma soprattutto mi manca la spensieratezza che avevo prima. Mi manca sentire notizie belle al telegiornale, magari riguardanti lo sport. Le uniche che si sentono ora sono sul covid, il numero di positivi, delle vittime, dei ricoverati, ecc...

Mi manca andare a scuola vedere i miei compagni e professori, mi mancano le partite di pallavolo che facevo prima durante il weekend, mi manca andare allo stadio con mio papà, mi manca uscire senza la mascherina, senza il pericolo e il rischio di contaminazioni. Insomma, mi manca tutto. Io penso che se restiamo uniti, rispettando le regole, da questa situazione ne usciremo presto. Spero di poter riabbracciare le persone a me care e i miei amici. Spero presto di tornare alla normalità. Nel frattempo cerco di tenere duro. Di pensare positivo e di non buttarmi giù troppo spesso. L'invito che voglio fare a tutti è di rimanere uniti, di pensare prima di agire. Perchè ora più che mai il comportamento sbagliato di una persona mette in pericolo gli altri. 

Tornerà tutto, ne sono sicura.

Ne usciremo a testa alta»

Buon compleanno Giulia. 

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