"Fase 2": anche a Como aperture scaglionate e rigide regole nei negozi

Parrucchieri, bar, weekend fuori porta: come cambierà la vita fino all'arrivo del vaccino

L'ennesima bagarre tra Governo e Regione Lombardia, in questo caso per l'apertura delle librerie e delle cartolerie, ha riacceso l'attenzione sulla fase 2 e portato il Consiglio dei Ministri Nazionale e le amministrazioni regionali a dare ulteriori specifiche sul calendario delle riaperture.
La premessa da fare è che quella del 3 maggio è una data probabile ma non certa, lo stesso Premier ha dichiarato che se si verificassero le condizioni si potrebbe anticipare, mentre gli esperti delle varie commissioni fanno sapere che è altrettanto possibile un'ulteriore proroga.

Le nuove regole

Negozi e uffici dovranno essere sanificati due volte al giorno: una prima dell'apertura e un'altra durante una pausa fissata circa a metà della giornata lavorativa. Stessa sorte toccherà ai sistemi di areazione.
C'è poi tutto un ampio capitolo dedicato all'igiene delle mani e in particolare al posizionamento degli erogatori, che saranno obbligatori almeno all'ingresso e in ogni punto in cui l'utente debba agire su un oggetto comune (pad del pos, touchscreen, casse automatiche…).
Chi lavora a contatto con il pubblico dovrà usare sia la mascherina che i guanti. Dovranno indossare i presidi anche tutti coloro che acquistano alimenti o bevande.
Gli orari di apertura degli esercizi si allungheranno, per permettere un afflusso più diluito, ma per quanto riguarda la quantità di persone che possono entrare nel locale contemporaneamente, dipenderà tutto dalle dimensioni del negozio.

Gli ultimi della fila: parrucchieri, bar e alberghi

Le ultime ad aprire saranno ovviamente quelle attività in cui il contatto diretto tra l'operatore e il cliente è indispensabile. Ecco quindi che parrucchieri ed estetisti saranno in fondo alla fila e in ogni caso dovranno avere sempre guanti e mascherine. Discorso analogo per i locali: ristoranti e bar dovranno garantire non soltanto il metro di cui già più volte si è parlato tra il cliente e l'operatore, ma anche una distanza fra i tavoli di 2 metri, di modo da garantire il passaggio in sicurezza del cameriere. Considerate ad alto rischio anche le professioni legate al hôtellerie, ecco quindi che, anche se nessuna nota lo esplicita chiaramente, tutto fa pensare che alberghi e case vacanze rientrino nelle categorie che apriranno più tardi.

Trasporti pubblici

Qui ovviamente non si parla di riapertura, visto che i mezzi pubblici non hanno mai smesso di funzionare. Con l'inizio della fase 2 però tante sono le specifiche che riguardano questo settore. In primo luogo le corse dovranno aumentare, per permettere all'interno dei mezzi di mantenere tutte le regole di sicurezza. Non si potrà viaggiare in piedi e per di più i posti a sedere non potranno essere completamente occupati, non essendo distanziati di almeno un metro. Ecco quindi che viaggiando semivuoti i bus potranno trasportare soltanto poche persone alla volta.

Alcuni “forse”

Insomma, finché non sarà distribuito il vaccino anti covid-19 la vita è destinata a cambiare: niente baci e abbracci e distanza sociale, come minimo. Intanto si studia un'app che sia la stessa per tutta Europa, alla quale i cittadini aderiranno su base volontaria, probabilmente supportata dal sistema Bluetooth, e che mapperà i nostri movimenti e la distanza dagli altri utenti.
Ci sono poi tutta una serie di regole che ogni Regione potrà decidere di applicare. In queste ore al vaglio per esempio l'ipotesi di permettere ad alcune fasce di popolazione o addirittura a tutti l'uscita di casa soltanto dopo il vaccino antinfluenzale. Chiariamoci, non che quest'ultimo protegga dal coronavirus, ma permetterebbe di evitare patologie  anche serie, che vadano a opprimere il sistema sanitario.

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