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Apertura scuole, Spata: "Valutiamo bene se riaprire o meno il 14 settembre"

Secondo il presidente dell’Ordine dei Medici di Como sarebbe opportuno aspettare i dati epidemiologici del 10/12 settembre per poter prendere la decisione più corretta

Raggiungiamo telefonicamente il Dott. Gianluigi Spata, presidente dell’Ordine dei Medici di Como e degli Ordini della Lombardia, per capire il suo pensiero circa la riapertura (prevista per il 14 settembre) delle scuole e l'uso delle mascherine durante tutte le ore di lezione, eccezion fatta per le interrogazioni e in caso di problematiche particolari.

Il Dott. Spata, sulla questione mascherine non ha alcun dubbio: «Non bisognerebbe neanche parlarne, se si dovesse riaprire la scuola le mascherine, il distanziamento e l' igienizzazione devono essere garantite. Non c'è alcuna alternativa».

«Il problema, casomai, si pone sul fatto che sia corretto o meno aprire le scuole il 14 settembre. In questo momento mi sembra prematuro poterlo dire e secondo me bisognerebbe osservare la situazione dal punto di vista epidemiologico intorno al 10/12 settembre, pochi giorni prima, insomma, della prevista apertura. Solo con quei dati si potrà prendere la decisione più corretta per gli alunni e cittadini. Mi rendo conto di tutti i problemi che potrebbero conseguire, ma sarebbe senz'altro meglio rimandare l'apertura delle scuole, piuttosto che aprire e poi richiudere, come, per esempio, è accaduto in Germania».

«I bambini non sono immobili nelle classi, vanno anche in bagno, è molto difficile poter controllare tutto in una scuola, per questo inviterei a valutare la riapertura con i dati più aggiornati possibili».

Il Dott. Spata precisa che lo scopo di questa sua attenta riflessione è sempre e solo quello di evitare il lockdown, che grava sul personale sanitario, ma anche sui comuni cittadini a livello psico-fisico. 

Sempre per quanto riguarda le scuole, secondo Spata, sarebbe importante ripristinare la figura di un medico all'interno dei vari Istituti e magari fare anche delle ore di formazione sia agli insegnanti che agli allievi. La conoscenza di questo virus, con cui bisogna imparare a convivere, potrebbe essere di grande aiuto a tutti, per incominciare ad adottare comportamenti preventivi in automatico, azionando il solo senso civico che spesso, purtroppo, ancora latita in molti di noi. 

«Afferamare che il virus oggi ha perso la sua pericolosità è da incoscienti. Il virus non va in vacanza. A chi mi dice così faccio sempre l'esempio della Spagnola che ha avuto una prima fase molto violenta, poi una seconda dove sembrava quasi "scomparsa" e infine è riesplosa: non dobbiamo abbassare la guardia!».

Che non significa non vivere, ma semplicemente adottare quelle tre semplici regole: mascherine, distanziamento, igienizzazione. 

Un appello importante il Dott. Spata lo fa invece sui vaccini: «Mi riferisco a quelli stagionali ed ho già sollevato la questione. È molto importante poterli fare il prima possibile per due motivi: in primis per poter eventualmente distinguere il Covid dalle normali forme influenzali che girano ogni anno, in secondo luogo per evitare di intasare i luoghi preposti per fare i vaccini».

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