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Dati Covid (foto di repertorio)

Dati Covid (foto di repertorio)

Covid a Como, i dati del 12 novembre: 762 nuovi casi. Gallera: "Servono ancora sacrifici"

Intanto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia "si difende" e parla dell'andamento dei contagi, del tracciamento dei positivi e dei vaccini

Giovedì 12 novembre 2020 in Italia si sono registrati 37.978 i nuovi casi di covid 19, secondo il bollettino diffuso dal ministero della Salute. In Lombardia il numero di nuovi positivi è salito di 9.291 unità a fronte di 42.933 tamponi effettuati. In provincia di Como sono 762. Sono 18 le persone che nelle ultime ventiquattro ore sono state rivcoverate in terapia intensiva, per un totale di 782 posti letto occupati. Salgono di 140 unità invece i ricoveri nei reparti covid delle strutture sanitarie lombarde con oltre 7mila persone ospedalizzate. Non si ferma la scia di morte del virus che nelle ultime ventiquattro ore ha ucciso 187 persone, con il totale dei decessi in Lombardia che ha raggiunto quota 18.910 vittime. 

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Gallera: "Ancora sacrifici ma i numeri migliorano"

Intanto si difende, l'assessore al welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, proprio mentre da più parti si rincorrono voci su una sua imminente sostituzione. Si difende, e ai microfoni di SkyTg24 dice che i dati sul Covid migliorano. L'indice Rt d'altra parte, sarebbe ora a 1,2 secondo Ats Città Metropolitana di Milano. 

Tra i pochi a parlare di distanziamento sociale, con fermezza, fin dai primi contagi di febbraio nella zona di Codogno, l'assessore ribadisce che «dobbiamo fare tutti un sacrificio stando in casa per alcune settimane con un comportamento molto rigoroso altrimenti rischiamo di vanificare i sacrifici di molti». 

Tracciamento positivi in difficoltà

Nonostante i dati in lieve miglioramento, il momento è comunque critico. In particolare sul fronte del tracciamento dei contatti delle persone risultate positive al Covid. «Ieri a Milano abbiamo avuto quattromila nuovi contagiati», ha illustrato Gallera, «e questo vorrebbe dire in una giornata fare non solo quattromila telefonate ma, considerando che ognuno di questi soggetti fornisce tra le dieci e le venti persone che ha incontrato, farne altre ottantamila». Numeri "monstre" per poterli tenere sotto controllo davvero. «Il tracciamento quando ci sono molte persone positive, entra in difficoltà». E questa difficoltà è uno dei segnali che siamo in fase 3 o fase 4, quelle più "pesanti" da sopportare da parte del sistema sanitario. 

Vaccinazione antinfluenzale: «Siamo in tempo, si fa a novembre»

Gallera ha poi affrontato il tema dei vaccini antinfluenzali, per i quali la Lombardia è da tempo sotto accusa: per esserseli procurati in ritardo, per averli pagati molto, per averne comprata una certa quantità che non aveva le autorizzazioni, per essere partita in ritardo con la campagna. «I vaccini per le categorie fragili ci sono, e la vaccinazione è iniziata il 19 ottobre», ha specificato Gallera: «In Lombardia le prime dosi sono arrivate il 12 ottobre e, nel mese di ottobre, ne abbiamo trasferite 800 mila ai medici di medicina generale e alle Rsa». 

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