Chiusura del mercato coperto: consiglieri comaschi contro il provvedimento della Regione

Orsenigo, Fanetti, Nessi, Butti: tutti vogliono la riapertura

È il giorno delle reazioni alla chiusura del Mercato Coperto. PD e Svolta civica fanno un comunicato stampa congiunto che vuole ricordare l'importanza del servizio fornito dagli operatori alimentari che lavorano lì e in cui i consiglieri Orsenigo, Fanetti e Nessi si augurano che il mercato possa riaprire al più presto. “Questi esercizi hanno svolto nelle ultime settimane, quelle dell'emergenza, un ruolo fondamentale, non soltanto per la possibilità di approvvigionarsi sotto casa, ma anche perché hanno alleggerito gli assembramenti nei supermercati e messo largamente a disposizione la consegna a domicilio, che sappiamo quanto sia importante in questo momento”.

Secondo i tre consiglieri è quindi proprio per la salute pubblica e per tutelare la sicurezza dei cittadini che bisognerebbe riaprire al più presto il mercato coperto.
Non usa mezzi termini in particolare Orsenigo, del PD: "È un’ordinanza francamente incomprensibile e un duro colpo agli esercizi del territorio, che tra l’altro hanno già fatto rifornimento di merce in vista del periodo pasquale, merce che ora rischia di rimanere invenduta e quindi di deperire. Fortunatamente almeno le consegne a domicilio continuano".
Fanetti e Nessi ricordano poi un altro punto fondamentale: “Questi operatori durante l'emergenza hanno fornito un supporto alla comunità, dentro e fuori il centro storico. Ora si crea una grande discrepanza tra il piccolo esercizio e la grande distribuzione”. Discrepanza che rischia di riflettersi anche nelle possibilità di approvvigionamento dei cittadini che abitano nella zona pedonale, rispetto a quelli che abitano fuori le mura.
Assolutamente critico era stato già ieri anche il consigliere Butti: "Sono sempre stato per il rispetto dei decreti, ma l’atto di Regione Lombardia che vieta l'apertura dei mercati coperti mi lascia perplesso”. Poi l'assessore richiama subito nello specifico la situazione comasca: “Gli operatori e le associazioni qui da noi hanno collaborato quotidianamente e con grande abnegazione per rispettare le regole, contingentando l'ingresso e rispettando le distanze. Hanno fatto rete per la spesa a domicilio e ora vengono con così poco preavviso chiusi, con tutti i rischi legati al deperimento della merce. Non posso che augurarmi che questo dispositivo possa essere completamente rivisto”.

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Insomma, fra i banchi del Comune di Como, sono tante le voci che si schierano contro l'ordinanza regionale.

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