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Venerdì, 20 Maggio 2022
Coronavirus

Commercianti e albergatori comaschi contro il green pass: "Adesso basta, va tolto"

Casartelli (Confesercenti) scrive ai parlamentari lariani: "Misura penalizzante, non ce n'è più bisogno"

Turismo, settore alberghiero e della ristorazione soffrono a causa dei danni provocati dal green pass. Lo dicono i commercianti e i rappresentanti comaschi delle categorie. Confcommercio e Confesercenti chiedono di eliminare la "tessera verde", così da andare nella direzione intrapresa dagli altri Paesi europei che pian piano stanno abbandonando questa misura che crea non poche difficoltà alle attività come alberghi, bar e ristoranti. Ultimo - ma solo in ordine cronologico - ad intervenire sul tema, è il presidente di Confesercenti Como, Claudio Casartelli, il quale, accogliendo e rilanciando l’appello di Luca Leoni, presidente degli albergatori di Confcommercio Como, ha scritto a tutti i parlamentari eletti nel Comasco per chiedere la cancellazione immediata del green pass e tornare, così, ad accogliere senza limitazioni i turisti e far ripartire l’economia.

"Scrivo Loro - si legge nella missiva di Casartelli rivolta a Senatori e Onorevoli - per richiedere gentilmente di valutare l’immediata soppressione del Green Pass per l’ingresso in alberghi, in ristoranti e bar all’aperto e al coperto, per utilizzare i mezzi pubblici e per fare ingresso in Italia. La situazione epidemiologica - aggiunge Casartelli - è mutata favorevolmente e non vi è più nessun motivo ostativo alla cancellazione delle restrizioni che danneggiano pesantemente il settore turistico-ricettivo, della ristorazione e in generale l’intera economia".         

"Condividiamo e ci uniamo all’appello lanciato da Luca Leoni,nel chiedere la cancellazione del Green Pass per far ripartire l’economia e sostenere le imprese - continua casartelli - tutti i Paesi d’Europa, a partire da Spagna, Grecia, Portogallo, UK, e prossimamente Olanda e Germania, stanno cancellando le restrizioni per ripartire. L’Italia - conclude - non può rimanere indietro e perdere terreno competitivo, dobbiamo recuperare il tempo perduto e agire immediatamente per far tornare l’Italia un Paese attraente e accogliente”.

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