Cimiteri di Como chiusi, Lissi: “Il Comune permetta ai parenti stretti di assistere alla sepoltura dei propri defunti”.

Siamo al punto che non si può assistere nemmeno alla sepoltura dei propri cari

Se già il coronavirus ha costretto numerose famiglie comasche ad affrontare la scomparsa dei propri cari da lontano,  da diversi giorni, anche i cimiteri di Como sono chiusi e nemmeno per i parenti più stretti è possibile assistere alle sepoltura di questi giorni. Così al dolore della perdita si somma un mancato commiato. Una situazione incredibile che si aggiunge all'incertezza del tragico momento.

Così il consigliere comunale del Partito Democratico, Patrizia Lissi, interviene sulle recenti disposizioni date dal Comune di Como in fatto di tumulazione e inumazione nei campi santi municipali. “Il Dpcm dell’11 marzo permette che i familiari assistano alla sepoltura purché si garantisca la distanza interpersonale e si evitino assembramenti. Il provvedimento comunale di questi giorni che vieta la presenza dei soli familiari stretti alla tumulazione delle spoglie o delle ceneri dei loro cari si fonda su un'interpretazione a nostro parere troppo stretta di una circolare ministeriale del 1 aprile - spiega Lissi che sottolinea - la decisione di Palazzo Cernezzi si contrappone poi alle scelte di altri Comuni della provincia che, pur entro strette regole, permettono ai familiari di assistere alla sepoltura”.

“Ho inoltre ricevuto molte segnalazioni di famiglie che a seguito di queste restrizioni sono costrette a lasciare i feretri presso le agenzie di pompe funebri per periodi molto lunghi con costi molto alti” afferma il consigliere. ”L’anomalia comasca ha implicazioni molto importanti. Il virus ha cambiato radicalmente il nostro rapporto con la morte. Chi si ammala gravemente rimane in isolamento fino alla fine, lontano dai propri cari per i quali solo la sepoltura permette l’inizio della rielaborazione del lutto”.

Il consigliere Dem conclude quindi con un invito all'amministrazione comunale affinché tumulazioni e inumazioni possano riprendere alla presenza dei parenti più stretti.

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“In queste settimane così difficili dobbiamo essere estremamente ligi alle regole ma dobbiamo anche tutelare il benessere psicologico di chi subisce una perdita. Chiediamo quindi al Comune di Como di riprendere le sepolture alla presenza dei parenti più stretti, pur senza assembramenti e nel pieno rispetto di misure necessarie in questo momento. Il Coronavirus ha lasciato ferite profonde nella vita di tutti. Come amministratori dobbiamo quindi impegnarci affinché l’estremo saluto ai nostri cari sia possibile e mitighi l’enorme dolore per le vite perse improvvisamente a causa dall’epidemia”.

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