Coronavirus

In Lombardia un centro nazionale per prevenire e affrontare future pandemie

Ad annunciarne la realizzazione l'assessora al Welfare, Letizia Moratti. Si tratta di una delle novità al centro della delibera approvata dalla Giunta regionale

moratti

Un centro nazionale per le malattie infettive con sede in Lombardia. È quanto annunciato dalla vicepresidente della Regione, Letizia Moratti, la quale per la sua realizzazione ha proposto una delibera che è stata approvata dalla Giunta.

"La nostra proposta - ha chiarito Moratti - non è un documento blindato calato dall'alto, ma un work in progress che possiamo e vogliamo integrare grazie al lavoro della Commissione e delle varie audizioni. Fin dai primi passi del percorso ho sottolineato l'importanza del confronto, del recepimento di istanze e suggerimenti del territorio. Oltre alla capacità di arrivare alla stesura definitiva di un documento che affronti le varie aree tematiche anche in considerazione del momento che stiamo vivendo e delle ricadute che la pandemia ha portato".

Tra i temi al centro della delibera, che integra le Linee di sviluppo della riforma della Legge 23, anche la medicina del lavoro e dello sport, la sanità di montagna, delle professioni sanitarie e la farmacia dei servizi. La Regione aveva poi già previsto la creazione di un centro di riferimento nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive, che avrebbe l'obiettivo di indirizzare scelte e programmi per la promozione della salute, rendendo strutturato e stabile il confronto multi-istituzionale e multidisciplinare finalizzato alla tutela sostenibile e resiliente delle risorse del pianeta. "Le sue attività - si legge in una nota di Palazzo Lombardia - hanno la finalità di affrontare e prevenire possibili pandemie come quella da Covid-19".

"Per fronteggiare la presente e le future pandemie - aggiunge l'assessora al Welfare - oltre ad altri problemi molto importanti posti dalle malattie infettive, serve un Centro di ricerca transnazionale che identifichi i nuovi meccanismi di malattia (cercando di capire perché il Covid negli anziani è mortale), che monitori le basi della resistenza agli antibiotici e integri sotto il termine di 'One Health' le esigenze del mondo produttivo, della medicina veterinaria e della tutela dell'ambiente".

Il centro dovrebbe svolgere funzioni di diagnostica molecolare, occupandosi del tracciamento di nuovi virus, varianti e batteri antibiotico resistenti che dovessero emergere; ricerca epidemiologica che raccolga, elabori, interroghi e metta a disposizione della comunità scientifica i dati malattie infettive di 10 milioni di cittadini; ricerca clinica in grado di tradurre attraverso trial clinici, anche di fase I, i risultati della ricerca in ambito diagnostico e terapeutico in risultati concreti per la salute. "Con questa nuova struttura - continua Moratti - vogliamo essere pronti per le nuove pandemie e le code pandemiche attraverso un progetto di ampio respiro. Credo molto nel progetto e spero che tale visione venga condivisa anche dal Governo".

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