Mercoledì, 4 Agosto 2021
Coronavirus

Ai bambini è vietato giocare nella "Città di plastica"

In viale Varese a Como giochi sigillati come valigie all'aeroporto

Viale Varese

In pochi mesi, ai bambini è stato tolto tutto. Prima la scuola, poi lo sport e infine anche il diritto di giocare. Nelle prime settimane di emergenza coronavirus sono stati rinchiusi in casa senza nemmeno il diritto all'ora d'aria. Senza che nessuno si preoccupasse davvero di loro. Dal 4 maggio è iniziata la fase 2, il paese ha riaperto tutte le attività produttive ma non le scuole.

Le attività sportive di squadra e anche il banale diritto al gioco ancora sospesi. Le prospettive per la riapertura della scuola a settembre fanno venire i brividi: distanziamento in classe di almeno 1 metro e mascherine. 

Intanto, mentre il paese ha trovato modo di far ripartire persino il calcio, perchè alla fine anche quella è un'industria, i parchi giochi dei bambini sono stati impacchettati dal Comune come una valigia all'aeroporto. Altra plastica, come se non bastasse tutta quella che circola in questi mesi tra guanti e plexiglass. La foto dei giochi per i bambini nei giardini di viale Varese è emblematica. Rappresenta perfettamente l'idea che i bambini - elementi non produttivi della società ma che stanno pagando più di tutti questo momento - debbano essere non solo sospesi dai loro diritti ma che questi vengano in qualche modo anche sigillati.

Poi poco importa se i bambini abbiano ricominciato, come è normale che sia anche in questa dannata emergenza, a giocare nei cortili con altri bambini. Ma soprattutto sono tornati ad essere curati dai nonni perché i genitori sono tornati a lavorare. Ovviamente sono cose che accadono silenzionsamente, senza una diretta responsabilità pubblica, che si preoccupa solo di porre divieti e mai una soluzione che abbia rispetto dei diritti violati dei bambini. Mai come in questa stagioni dimenticati, tragicamente ultimi. Ma questa è una delle tante (brutte) facce della nuova normalità. 

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