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Il flash mob a Como per "salvare"i teatri

Il flash mob a Como per "salvare"i teatri

Coronavirus, l'agonia del mondo dello spettacolo: dalla Lombardia 1 milione e mezzo per teatri e festival

La regione stanzia un sostegno per le attività dello spettacolo, ma il settore sta "morendo"

Parlando di covid si sente spesso dire "siamo tutti sulla stessa barca". Un modo per spiegare che nessuno è esente dalle conseguenze di questa atroce pandemia. C'è però da specificare che alcune attività, come quella ristorativa, quella turistica e quella dello spettacolo sono tra le più colpite. Un'agonia fatta di brevi aperture e richiusure dove, ogni volta, sono sempre di più le persone legate a questi lavori che decidono di mollare o sono costretti a farlo. Il covid ha spento la musica e le luci. Anche se si stanno cercando altrenative ( come l'opera in streaming a cui hanno aderito anche i teatri di Como)  lo spettacolo vive di pubblico e con il pubblico in una dicotomia in cui i due termini, pubblico e spettacolo, non possono essere separati. Ben venga lo streaming e tutte le idee che possano, almeno dare una speranza, ma la situazione per questo settore è davvero difficile. Il 15 giugni scorso a Como si era tenuto un flash mob (si veda foto) per richiamare l'attenzione sul porblema.

I fondi di Regione Lombardia

Un piccolo modo, ma tangibile, per cercare di riaprire i sipari, di riattaccare le casse, di tenere viva la musica lo sta cercando la Regione Lombardia. Anche con il covid. Nonostante il covid. La giunta ha, infatti deciso lunedì 9 novembre, nel pomeriggio di stanziare 1 milione e 540mila euro in sostegno alle attività del settore cultura e spettacolo, decisamente tra quelli colpiti più duramente dall'emergenza coronavirus. 

Dopo il primo stop di febbraio e le parziali riaperture dei mesi scorsi, con la nuova ondata dell'epidemia - e le nuove misure restrittive - per teatri, festival e tutto ciò che è a loro collegato è arrivato un altro stop. 

Così, il Pirellone - su proposta dell'assessore all'autonomia e cultura, Stefano Bruno Galli - ha cercato di mostrare la propria vicinanza a tutto il mondo dello spettacolo. "Si tratta - ha spiegato l'esponente della giunta lombarda - di somme importanti per attività che senza il sostegno concreto di Regione Lombardia avrebbero avuto grosse difficoltà a gestire la programmazione annuale. Uno sforzo ulteriore della Giunta Fontana e della Direzione Autonomia e Cultura, ben consapevoli della grave situazione attuale. Da più parti - ha concluso - si leva alto il grido delle imprese del settore. E Regione Lombardia, ancora una volta, dimostra concretamente la volontà di essere vicina alle aziende culturali".

La divisione dei fondi è già stata stabilita proprio dalla regione: "271.944 euro andranno al progetto Opera Lombardia, stagione 2020/2021; 228.000 ai Teatri di Tradizione; 180.000 agli enti capofila dei circuiti Lombardia, Spettacolo dal Vivo selezionati per il triennio 2018/2020; 527.500 euro saranno impegnati per la produzione teatrale triennio 2018/2020; 81.000 euro per i festival di musica e danza di rilevanza regionale selezionati per il triennio 2018/2020; 18.000 euro per il sostegno alle attività del Centro Nazionale di Produzione della Danza Dancehaus; 110.000 euro per la Fondazione Cineteca Italiana e 122.000 euro per le residenze artistiche", hanno fatto sapere dal Pirellone in una nota.

Lo scorso 10 ottobre proprio il mondo dello spettacolo si era ritrovato in piazza del Duomo a Milano per un flash mob di protesta di grande impatto visivo ed emotivo. Oltre mille manifestanti avevano sistemato in piazza i propri bauli- da sempre simbolo del loro mestiere - e avevano chiesto soltanto una cosa: poter lavorare.

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