Coronavirus

Un lunedì arancione, poi la Befana ci riporta in zona rossa

L'ebbrezza di tre colori in quattro giorni: arancione, rosso e giallo dal 4 al 7 gennaio

Negozi in centro

Una tregua di un solo giorno, quello di lunedì 4 gennaio, in cui anche a Como si tornerà in zona arancione. Poi il 5 e il 6 gennaio, per la Befana, ultimi due giorni in zona rossa in Lombardia. La "liberazione", salvo improbabili sorprese, avverrà solo il 7 gennaio, quando riapriranno le scuole e si potrà tornare nei negozi anche per i saldi di fine stagione. In altre parole, in pochi giorni, in questo inizio 2021 in cui è tutto come prima, salteremo da rossi ad arancioni, da arancioni a rossi, da rossi a gialli. Intanto vediamo come comportarci nell'ultimo giorno di zona arancione.  

Zona arancione, cosa si può fare a Como 

Spostamenti

Il cambiamento più grande per i lombardi consiste nella possibilità di spostamento all'interno del proprio comune. Lunedì, quindi, sarà possibile spostarsi liberamente e senza autocertificazione sempre nei confini del comune dove si vive e rispettando il coprifuoco, che per le zone arancioni rimane valido dalle 22 alle 5. 

Anche nelle zone arancioni è invece vietato spostarsi al di fuori del proprio comune e della propria regione salvo che per comprovate necessità e motivi di lavoro, studio e salute. Tra queste, durante le vacanze di Natale, come anche in zona rossa, rimana aperta la possibilità della visita ai parenti e amici: due persone conviventi con due figli sotto i 14 anni. Rimane inoltre consentito, analogamente a quanto accade nelle rosse, andare ad assistere un parente o un amico non autosufficienti senza limiti di orario. Così come è consentito uscire per "raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche tra Comuni di aree differenti. 

Negozi, ristoranti e altro

Aperti tutti i negozi ma rimangono chiusi al pubblico, anche in zona arancione, bar pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie (ad esclusione delle mense e del catering) che possono continuare a effettuare esclusivamente servizi d'asporto (fino alle 22) e a domicilio. Permane, di conseguenza, anche il divieto di consumare cibo e bevande nella adiacenze dei locali.  Mostre e musei restano inaccessibili. Restano chiusi, inoltre, anche cinema, teatri, centri ricreativi e sociali, palestre, piscine, sale giochi, sale scommesse, bingo.

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