Coronavirus, scuole chiuse fino al 7 marzo

Intanto il Comune riapre gli impianti sportivi, ma solo per gli agonisti

Como

Non arrivano buone notizie per il ritorno alla normalità in Lombardia e quindi anche a Como e provincia. Su indicazione di Regione Lombardia vengono confermate le misure di contenimento del virus sia nella zona rossa sia nella zona gialla. Ciò significa scuole chiuse per un'altra settimana, cioè fino al 7 marzo.

Questo perché secondo i dati di Regione le limitazioni si sono rivelate assolutamente efficaci per limitare il contagio. Solo passati i 14 giorni, inoltre, si potrà capire se la diffusione passerà da 1 a 2 a 1 a 1. L’assessore all’Economia Davide Caparini ha quindi ribadito la necessità di sospendere le lezioni nelle scuole per un’altra settimana, di fatto fino a sabato 7 marzo compreso.

Impianti sportivi

Dal 29 febbraio 2020 gli impianti sportivi comunali saranno riaperti per gli allenamenti e a porte chiuse, senza il pubblico e senza corsi, con l'eccezione del centro sportivo di Casate che riaprirà lunedì (con le stesse modalità: per allenamenti, senza corsi e senza pubblico) e delle palestre delle scuole che resteranno chiuse.  L'apertura «per gli allenamenti» si intende per gli atleti agonisti tesserati a una federazione e non per gli amatori.

Il 10% richiede terapia intensiva

In base ai casi accertati la diffusione del virus e' ancora circoscritta e l'incidenza e' alta in alcune aree pari a circa al 4% della popolazione regionale. Il COVID-19 per il 90% dei pazienti e' facilmente risolvibile, ma nel restante 10% dei casi, soprattutto se anziani o con un quadro clinico compromesso, richiede il passaggio in terapia intensiva. Nelle zone ad alta incidenza gli ospedali (Codogno, Lodi, Cremona, Alzano) hanno dovuto affrontare situazioni emergenziali sia per l'elevato numero di casi, sia perche' l'11% delle positivita' riguarda operatori sanitari. Fino ad oggi il resto della rete ospedaliera e' ancora in grado di dare risposta".

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Se la diffusione si estende, gli ospedali andranno in grave crisi non solo per i ricoveri da Coronavirus ma per tutti i pazienti. Infatti, sono numerose le patologie che richiedono il ricorso alle cure intensive ma i posti disponibili sono limitati". "Le malattie che richiedono un ricovero in terapia intensiva - prosegue la Nota - sono molteplici e possono verificarsi in tutte le eta'; possono interessare i neonati, i pazienti malati da molto tempo o persone che poco prima stavano bene, come i soggetti traumatizzati o quelli sottoposti ad interventi chirurgici difficili ed impegnativi.

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