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Ciclabile

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Il Comune di Como è troppo lento e Regione revoca i fondi per le piste ciclabili

Un mese di tempo per chiarire la situazione. Svolta Civica: "Gravissimo". Anche il Pd attacca la giunta Landriscina

Altra bufera sul Comune che vede andare in fumo altri finanziamenti. Dopo l'ultimatum di fine ottobre e non avendo ricevuto risposte la Regione ha deciso di revocare il finanziamento di 1.35 milioni di euro per le piste ciclabili. Se Palazzo Cernezzi non chiarirà entreo un mese la situazione sarà costretto a restituire i fondi erogati da Milano. 

Sulla questione è intervenuta Svolta Civica: "Sarebbe di una gravità inaudita se il Comune andasse a perdere anche il milione e 350mila euro di contributo regionale per la realizzazione delle piste ciclabili progettate dalla precedentemente amministrazione e lasciate a languire per tre anni. Sarebbe il secondo contributo perso, dopo quello, anch’esso cospicuo, revocato in passato sul progetto del rifacimento dei Giardini a lago".

"Qui non si tratta né dell’emergenza Covid (sulla quale abbiamo dichiarato il nostro pieno sostegno all’amministrazione), né di difendere una parte politica. Qui si tratta - aggiungono Minghetti, Taglio e Nessi - del bene della città. La giunta si dimostra ancora una volta totalmente inerte, soprattutto in tema di opere pubbliche. Quest’ultimo scandalo si somma a quello delle piscine, del palazzetto dello sport, del Piano del traffico, di Villa Olmo abbandonata.
A fronte di tutto ciò, ci permettiamo di “dare in prestito” nostri dirigenti al Comune di Erba. Forse dovrebbe accadere il contrario". 

Legnani e Lissi del Pd

“Non possiamo permetterci di perdere l’ennesima opportunità per rendere Como più vivibile per tutti i nostri concittadini: il Comune di Como si impegni per rispettare le scadenze e a non “bruciare” gli 1,3 milioni di euro messi a disposizione grazie alla Giunta Lucini da Regione per la dorsale dei Pellegrini e che rischiano di dover essere restituiti” dichiarano Patrizia Lissi, consigliera del Partito Democratico a Palazzo Cernezzi e Tommaso Legnani, segretario cittadino dem di Como.

“Ben prima dell’emergenza Coronavirus sostenevamo la necessità di rendere Como una città aperta alla mobilità sostenibile, in grado di fare spazio a mezzi non inquinanti e attenuare i gravi problemi di smog, traffico e circolazione della Convalle. Con l’arrivo della pandemia, l’attenzione deve essere messa sui mezzi di trasporto alternativi a quelli privati e che possano sgravare il trasporto pubblico locale da pesanti e pericolosi assembramenti. Non dimentichiamo poi il potenziale a lungo termine dell’essere collegati alla Dorsale dei Pellegrini che un domani unirà Londra a Brindisi: attrarre cicloturisti italiani ed europei che tanto servirebbero per contribuire al rilancio del nostro territorio dopo la Pandemia”.

“Il Comune di Como aveva e ha - ancora per poco - gli strumenti per realizzare un progetto positivo sotto ogni punto di vista. La pandemia non può essere una scusa per perdere tempo e soldi come è stato fatto per la riqualificazione dei giardini a lago e tanti altri progetti affossati da ritardi e la profonda miopia di un’amministrazione che sa solo viaggiare sull'espletamento delle sue funzioni ordinarie. Landriscina e la Giunta facciano di tutto per non perdere l’ennesima occasione regalata dai loro predecessori per migliorare il presente e il futuro di migliaia di comaschi. O almeno lo facciano per salvare la faccia. La ciclopedonale deve essere completata” concludono i due esponenti del Pd.

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