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Giovanni Chighine

Giovanni Chighine

Comocalor si scusa per i disagi, ma spiega: "Interventi urgenti e indifferibili"

Dopo le lamentele degli ultimi giorni, la società dà la sua versione dei fatti: "Vogliamo che passi un messaggio di scuse, anche se molte cose non dipendono da noi"

Comocalor, la società che ha in concessione il teleriscaldamento nella città di Como, dopo i dissapori e le lamentele degli ultimi giorni, legati ad alcuni malfunzionamenti e disservizi soprattutto nei quartieri di Albate e Muggiò, ha voluto spiegare la situazione. Nella conferenza stampa di oggi, 22 giugno, presso la sala consiliare del Municipio Comocalor ha voluto chiarire in primis l'aspetto comunicativo: la mancanza di comunicazione, dovuta anche all'emergenza Covid è stata il problema principale.

Sono state più volte ribadite dai diretti interessati presenti in sala (Andrea Bernasconi, presidente della società, Fabio Fidanza, amministratore delegato e Giovanni Chighine, dirigente della Business Unit Leader Energia e Tecnologie Smart CEO) la solidarietà e le scuse per i disagi arrecati ai cittadini. Ma i lavori, come dichiarato da Fidanza, fanno parte di "un piano di interventi indifferibile e urgente. Il Comune questo lo ha capito e, malgrado i disagi dei cantieri sulla viabilità, ci ha supportato. Per ciò che riguarda i disservizi vorremmo spiegare che noi, già in aprile, in pieno periodo emergenziale per il Covid, abbiamo contattato i nostri clienti spiegando che sarebbero partiti i lavori. E non solo: abbiamo fornito delle caldaie elettriche che andassero a tamponare per garantire la continuità del servizio".

Comocalor ha, quindi, fornito i mezzi per non lasciare senza acqua calda e servizi ad essa collegati i cittadini delle zone coinvolte, ma, come ha spiegato Giovanni Chignine, non ha potuto gestire quello che avrebbero dovuto fare i privati o le amministrazioni di condominio. "Nelle palazzine dove qualche famiglia è rimasta senza acqua calda, continua il dirigente, non è stata fatta, per esempio, richiesta di potenziamento dei contatori dell'energia elettrica con cui vengono aimentate le caldaie". 

"Ci scusiamo non per senso di colpa ma perché, malgrado il nostro impegno delle famiglie sono rimaste senza acqua calda – conclude Chighine – L’azienda sta facendo il di più rispetto a quanto richiesto per la continuità del servizio, anche per chi lo gestirà dopo di noi, visto che a ottobre scade la concessione. È certo che il Comune in quel momento dovrà decidere cosa fare del teleriscaldamento di Como".

Ricordiamo che la rete di 22 chilometri di impianti ha compiuto i 30 anni. Impossibile, come dichiarato dai responsabili di Comocalor, rifare tutto. Per questo la ditta si sta concentrando su alcuni punti e tratti strategici, come per esempio in prossimità di attraversamenti ferroviari. Questi lavori vanno assolutamente fatti adesso e serviranno anche a prevenire futuri  danni nella stagione termica, dove sarebbe impossibile intervenire. Atti preventivi, dunque, oltre che dovuti. "Stiamo facendo anche più di quanto richiesto ma vorremmo che passasse in primis un messaggio di scuse, perchè se anche le famiglie che hanno subito questi disagi non fossero 400 ma una, Comocalor come azienda, nonostante tutto quello che ha fatto per evitarlo e non potendo intervenire laddove subentrava un conflietto di interesse, si scusa con i cittadini che hanno avuto un disservizio".

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