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Domenica, 26 Maggio 2024
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Dalla frana di Blevio all'inchiesta sui rifiuti tossici: "Aspettando il miracolo" è il documentario che racconta il territorio

37 minuti, quattro storie che non si possono dimenticare

Un documentario racconta in 4 storie il territorio della provincia di Como, dal punto di vista dei rischi ambientali.  Il filmato, dal titolo 'Aspettando il miracolo', è stato curato dal giovane regista Gabriele Gandini e prodotto dalla Fisac CGIL e dalla CGIL di Como, in collaborazione con il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi". 

La prima riguarda il dopo alluvione del luglio 2021 che interessato il territorio più prossimo alle sponde del lago di Como, approfondendo quanto successo a Blevio, attraverso la toccante intervista a Enza Luzzani, residente in paese. La signora Luzzani e sua figlia hanno  rischiato di morire, poiché la loro abitazione è stata travolta dalla frana di acqua e fango.

Il documentario prosegue quindi con 3 narrazioni curati dagli attivisti del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi".
Prima Antonio Bertelè racconta il territorio del parco dello 'Zoc del Peric', compreso tra i comuni di Alzate Brianza, Lurago d'Erba e Inverigo. Nell'intervista si ricorda l'importanza della tutela della zona umida che dà il nome al parco,  minacciata però dall'espansione dell'edificazione di nuovi capannoni industriali. 

Documentario_Aspettando_il_miracolo_IG_2023.01


Raffaella Rusconi, sempre del Circolo "Ilaria Alpi",  narra poi la vicenda dell'area verde e agricola di Scarenna, a seguito della frana, verificatasi nel 2010, che ha interrotto la vecchia strada che collegava la frazione di Asso con Caslino d'Erba. Sull'area di Scarenna incombe però ora la minaccia di una nuova strada che dovrebbe costeggiare il corso del fiume Lambro, minacciando l'equilibrio ambientale della bellissima zona verde e agricola. 


Infine Roberto Fumagalli racconta l'inchiesta giudiziaria connessa all'interramento dei rifiuti tossici sotto le fondazioni del nuovo ospedale Sant'Anna di Como e San Fermo della Battaglia.  L'interramento abusivo fu realizzato, intorno ai primi anni del 2000, dalla Perego Strade, impresa infiltrata dalla 'ndrangheta. La vicenda rappresenta una degli esempi più eclatanti di come agiscono le ecomafie, distruggendo il territorio e mettendo a rischio la salute dei cittadini. 

 
 

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