Arcigay, riapre la sede di Como

Dopo 20 anni la comunità lgbti+ ha di nuovo casa sul Lario

Il consiglio direttivo di Arcigy Como. Al centro il presidente Stefano Marinetti, con Cristina di Giovanni, Anna Borrini, Federico Grammatica, Anthony Piccolo, Valentina Cervo, Beatriz Travieso e Jake Johnson Magarro

20 anni fa a Como la prima manifestazione lgbt, la parata oggi famosa come Gay pride, ormai appuntamento annuale fisso in molte città d'Italia. Eppure, da quel primo e avanguardistico risultato, la provincia di Como negli ultimi 2 decenni sembrava quasi aver fatto un passo indietro nel dare visibilità e parola alla comunità e addirittura Como aveva dovuto rinunciare alla propria sede di Arcigay. Il territorio era quindi gestito dal comitato di Varese, presieduto da Giovanni Boschini, ma da tempo si auspicava una sede cittadina, che potesse muoversi direttamente sul territorio.

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E ora eccola: Arcigay ha di nuovo una rappresentanza istituzionale su suolo comasco, come ha stabilito all'unanimità il Consiglio Nazionale che si è riunito a Bologna nei primi di novembre. Fisicamente, la sede dell'associazione Arcigay Como, sVolta Arcobaleno, si troverà nei locali dell'Arci, in via Lissi e avrà come presidente Stefano Marinetti, che alla festa per la riapertura della sede, non riusciva a nascondere tanta emozione e un po' di innata timidezza: “Lavoreremo affinché la comunità lgbti+ comasca possa vivere una società più libera è giusta, a vantaggio di tutte e di tutti”. Il consiglio direttivo, composto da Cristina di Giovanni, Anna Borrini, Federico Grammatica, Anthony Piccolo, Valentina Cervo, Beatriz Travieso e Jake Johnson Magarro, si impegnerà per promuovere i diritti e il benessere della comunità, anche facendo eventualmente pressione sulle istituzione, quando sarà necessario. Perché in Italia, e in particolare nel territorio Comasco, vi siano sempre più politiche e leggi egualitarie, in favore di lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuali.

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