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Coprifuoco a Como

Coprifuoco a Como

Coprifuoco a Como, tutto deserto, i giovani: "Non cambia nulla"

La prima notte di alt per i comaschi e la Lombardia: tutti fermi dalle 23 alle 5

Prima sera di coprifuoco ieri, giovedì 22 ottobre, anche per Como, così come per tutta la Lombardia. Stop alle attività e agli spostamenti a partire dalle 23 fino alle 5. 

È la nuova restrizione introdotta da un'ordinanza per ridurre il contagio da Covid-19  che prevede spostamenti "vietati" se non per motivi di lavoro, urgenza, salute o necessità. E anche il cuore della città di Como a partire dalle 23 si è svuotato. 

Complice la pioggia, ieri sera sembrava proprio di essere tornati a marzo, durante il lockdown. Sempre sperando che questa misura duri poco, per non creare troppi danni o svantaggi alle attività ristorative e non solo, i giovani si sono scateneti in alcuni commenti social dove, difronte alle immagini girate da Qui Como nella serata di ieri, non si sono risparmiati qualche frecciatina verso la loro città.

«Non è cambiato niente Como era desolata anche prima. Tutti a casa alle 19», oppure «Non molto diverso da altri giovedì in periodi normali. Com'è che la desolazione la notate solo ora quando quando Como è sempre stata così salvo qualche eccezione costituita da rinxxxxxxxxxi ubriachi fuori da qualche locale del centro o di via Ugo Foscolo?», «Pensa, e dire che solitamente il giovedì sera mentre piove Como è un brulicare di gente che fa party wild».

Insomma, per i giovani comaschi (alcuni almeno) questa ordinanza non farebbe la differenza rispetto alle normali serate della città, riportando in auge un tema spesso affrontato che è quello della mancanza di possibilità (non solo di divertimenti, ma anche di attività alternative) per le nuove generazioni

I ragazzi, specie quelli in età liceale, sono stati tra i più colpiti in questa "seconda ondata", anche a causa della chiusura delle scuole, per cui gli studenti di tutta la Lombardia hanno provato anche a manifestare (nei termini concessi dalle norme anti-covid). Ragazzi lasciati un pò al margine delle varie decisioni e che si vedono privare di alcuni fondamentali momenti di aggregazione ed apprendimento, oltre che ludici. 

Ludovico Di Muzio, coordinatore dell’ Unione degli Studenti Lombardia, proprio ieri aveva spiegato la loro posizione:

“Volete chiudere la scuola? Bene - conclude Di Muzio - prima vogliamo garanzie sulla connettività e sui device gratuiti per la DAD, sugli spazi, riqualificando edifici abbandonati e ampliando le aule, sulla gratuità e sull'aumento delle corse dei trasporti, sul ricatto sociale tra diritto allo studio e diritto alla salute, entrambi da tutelare. Per questo venerdì 23 ottobre protesteremo in tutta Italia e in tutta la Lombardia!” 

E così tra scuola e divertimenti, la vita dei giovani oggi, al tempo del covid, sembra davvero infeltrita. 

Ma ieri sera, in giro per le strada di Como un pò di tristezza al cuore veniva. Non era un giovedì normale. 

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