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Martedì, 18 Giugno 2024
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Como, la storia di Teresa: "Ridatemi la mia dignità"

La signora ci ha contattato dopo la segnalazione

Teresa ci contatta dopo aver letto la segnalazione circa una signora che a Ponte Chiasso fa pipì sulle panchine. "Sono io quella signora!".

È arrabbiata e vuole raccontare la sua storia, la sua versione dei fatti. Una vita non facile la sua, pervasa da quel senso di abbandono (anche istituzionale) che l'ha portata a passare le sue giornate in quella piazza, con tante difficoltà. Dalle 8 di sera alle 8 del mattino sta al dormitorio e poi tutto il giorno per strada. Una storia pesante da raccontare e che merita ascolto. Teresa era una donna bellissima e lo sarebbe ancora se avesse la possibilità di prendersi cura di sè. La sua foto di WhatsApp la ritrae sorridente, vestita bene e curata. Cosa è successo e come è finita sulla strada? Ce lo racconta lei. 

"Parlo 4 lingue e ho sempre lavorato. Per lungo tempo sono stata impiegata in Svizzera, nel ramo contabile. Poi l'azienda è fallita e ho perso tutto. A questo bisogna aggiungere che sono separata per maltrattamenti. Ho un avvocato che sta seguendo la mia causa di divorzio, dovrei prendere un tot al mese ma per ora non ho nulla, nemmeno il reddito di cittadinanza".

Teresa ci spiega anche che ha problemi di deambulazione e che ha un braccio rotto. 

Le domandiamo come sia possibile che non usufruisca di nessun sussidio, nemmeno di quello di invalidità e ci dice che sono in ballo tutti gli iter burocratici. "Io sono perfettamente in grado di intendere e di volere, lo scriva. Non do problemi a nessuno, non mi drogo e non rubo, lo chieda anche alla polizia, mi conoscono. Ma non riesco a camminare bene e nei bar fanno usare il bagno solo se si consuma. Io non ho soldi. Bagni pubblici non ce ne sono e nel dormitorio non posso entrare fino alle 8 di sera".

La dignità di Teresa 

Di giorno, ci spiega Teresa, le portano il sacchetto dalla mensa e con quello pranza. Ha tre figli, due vivono in Germania. Quando parla di loro la sua voce si sgretola al peso di una vita che non è stata generosa con lei. Ci tiene alla sua dignità, non si diverte a fare pipì per strada ma dato i suoi problemi fisici, è "costretta" a fare così. 

"Dove devo andare? Ho chiesto una casa ma mi è stata proposta la comunità. Un giorno mi ha chiamato l'ufficio di collocamento ma io attualmente non sono in grado di lavorare: ho bisogno di fare esami, di terapie e di curare il braccio rotto". La signora tiene comunque a specificare che è successo una volta o due e non è un'abitudine quotidiana. 

La storia di Teresa è lunga e complessa. Questo è il suo racconto che abbiamo ascoltato e che pubblichiamo sperando che qualcuno si occupi di lei e della sua situazione difficile, molto più irrisolta di come l'abbiamo sintetizzata. Siamo a Como Ponte Chiasso, nel 2023. 

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