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Domenica, 29 Maggio 2022
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Como, Paolo Nori parla di Dostojevskij: "La guerra in Ucraina non ha nulla a che vedere con i capolavori di letteratura"

Sarà ospite dell’Università dell’Insubria per una conferenza in presenza

Il caso Bicocca fa parte del passato ovvero quando a marzo il professore aveva ricevuto dall'ateneo una mail che diceva che era opportuno "...rimandare il percorso su Dostoevskij. Lo scopo è quello dì evitare ogni forma dì polemica soprattutto interna in quanto momento dì forte tensione".

"Essere un russo è una colpa - aveva replicato detto Nori sbigottito e quasi in lacrime nella diretta Instagram - Anche essere un russo morto. Quello che sta succedendo in Ucraina è orribile, e mi viene da piangere solo a pensarci. Ma queste cose qua sono ridicole: un’università italiana che proibisce un corso su Dostoevskij, non ci volevo credere. Bisognerebbe parlare di più di Dostoevskij. O di Tolstoj, primo ispiratore dei movimenti non violenti, molto ammirato da Gandhi che poi ha perfezionato la pratica." 

Giovedì 28 aprile lo scrittore di Parma è ospite dell’Università dell’Insubria per una conferenza in presenza, alle 19 nell’Aula Magna del Chiostro di Sant’Abbondio a Como, nell’ambito del corso di Law and Humanities del professor Giorgio Zamperetti. L’evento è aperto al pubblico ma occorre prenotarsi con una mail

Varese e Como, 26 aprile 2022 – «Sanguina ancora. L’incredibile vita di Fëdor M. Dostojevskij»: l’affascinante titolo del libro di Paolo Nori è il tema della conferenza pubblica che lo scrittore tiene giovedì 28 aprile all’Università dell’Insubria a Como. L’evento è ospitato dalle 19 nell’Aula Magna del Chiostro di Sant’Abbondio (ingresso da Via Teodolinda 37), nell’ambito del corso di Law and Humanities del professor Giorgio Zamperetti.

Il libro, una biografia sotto forma di romanzo pubblicata lo scorso anno da Mondadori per il bicentenario della nascita del grande autore russo, è stato finalista del Premio Campiello 2021 con 59 edizioni, un successo editoriale oggi quanto mai significativo. «In un momento in cui anche la cultura russa riceve schizzi di fango a causa dei tragici fatti di guerra e degli anticorpi che genera l’autocrazia di chi li ha scatenati – spiega Giorgio Zamperetti –, Paolo Nori ricorderà tra l’altro che Dostojevskij finì davanti al plotone di esecuzione per avere criticato lo Zar, e solo all’ultimo momento la condanna a morte fu commutata in molti anni di prigionia in Siberia, dei quali lo scrittore lascerà memoria nel suo libro Ricordi della casa dei morti».

Paolo Nori scoprì Dostojevskij da ragazzo, leggendo «Delitto e castigo», e allora – come è riportato nella presentazione del libro – «si aprì una ferita che non smette di sanguinare». Perciò lo scrittore di Parma apre un dialogo personale in cui ricostruisce gli eventi principali della vita di Fëdor M. Dostojevskij: «Ingegnere senza vocazione, genio precoce della letteratura, nuovo Gogol’, aspirante rivoluzionario, condannato a morte, confinato in Siberia, cittadino perplesso della città più astratta e premeditata del globo terracqueo, giocatore incapace e disperato, marito innamorato, padre incredulo, goffo, calvo, un po’ gobbo, vecchio fin da quando è giovane, uomo malato, confuso, contraddittorio, disperato, ridicolo, così simile a noi».

«Un appuntamento fondamentale – conclude Zamperetti – per capire che quanto sta accadendo in Ucraina non ha nulla a che vedere con i capolavori di letteratura, musica e teatro che la Russia ha donato al mondo, e che anzi cultura e bellezza sono i soli farmaci per prevenire la crudeltà dell’uomo, non sempre degno del suo attributo di Sapiens Sapiens. Si dice che la prima vittima della guerra sia la verità; per questo, oggi più che mai, dobbiamo conoscere Dostojevskij, che ci ha insegnato che chiunque voglia sinceramente la verità è sempre spaventosamente forte. Grazie a Paolo Nori per regalare all’Insubria la sua riconosciuta sensibilità per questo scrittore universale».

La partecipazione del pubblico in presenza è libera e gratuita ma occorre prenotarsi entro il 27 aprile con una email a giorgio.zamperetti@uninsubria.it

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