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Beatrice ha 20 anni e cerca lavoro a Como: perchè non accetta di essere precaria (e pagata male)

500 curricula mandati in un mese e mezzo, colloqui a due ore di distanza, annunci non sempre chiari. Intervista a una giovane di Como in cerca di lavoro

Beatrice Brunacci ha 20 anni e vive a Como. Convive con il suo fidanzato. Vent'anni lei, 24 anni lui. Ci provano a far funzionare la loro economia famigliare. Lui ha un lavoro, lei è in disoccupazione dallo scorso dicembre. Da quel giorno ha cominciato a cercare un altro impiego, non è il tipo di ragazza che sta con le mani in mano. Beatrice ci racconta al telefono che manderà di media 10 candidature al giorno e se facciamo due rapidi calcoli da dicembre ad oggi ne avrà mandate almeno 500. Questo solo per poter accedere ai colloqui. E così che per lei e molti altri, cercare un lavoro è diventato a sua volta un lavoro. Perché muoversi tra gli annunci (spesso non troppo chiari) non è facile. 

Tramite le parole di Beatrice cerchiamo di spiegare il punto di vista di molti giovani che vengono tacciati come "svogliati" o che non hanno voglia di lavorare, ma non è così. Non sempre. 

Beatrice, ci racconti la tua storia lavorativa?

Fino allo scorso dicembre lavoravo in un compra oro, adesso sono in disoccupazione. Da allora, non ho mai smesso di cercare una nuova occupazione. Ho mandato di media (ma forse anche di più) 10 curriculum al giorno, ho fatto anche alcuni colloqui ma le proposte che mi hanno fatto erano inaccettabili.

La prima e l'ultima esperienza in merito

La prima volta mi hanno offerto un posto in azienda a Cantù. 40 ore settimanali con straordinari per 700 euro al mese, come impiegata di 6° livello commercio. Ovviamente a tempo determinato. Arrivando da Como quei soldi non mi sarebbero bastati nemmeno per pagare mezzo affitto. Con che coraggio rifiuto un lavoro? Io mi domando con quale coraggio mi offrono una posizione del genere. Che poi se fosse stata contestualizzata a un percorso di crescita, dove cominciavo così e poi potevo arrivare a un indeterminato pagato meglio avrei potuto anche pensarci ma era anche a tempo determinato! Non c'erano proprio i presupposti. 

E l'ultima esperienza? 

L'ultima esperienza l'ho fatta in una gelateria. Doveva essere un full time a 1200 euro al mese. Non avevo mai lavorato in gelateria così i primi giorni sono andata (non retribuita ne spesata) a fare pratica. Andavo un'ora prima dell'apertura. Dopo 5-6 giorni così, ho scirtto alla titolare se potevo avere anche solo un contratto per l'affiancamento. Anche a tempo, nel mentre che imparavo, ma qualcosa per cui in caso mi fossi fatta male sul luogo di lavoro o altro fossi coperta. Ero lì senza alcun titolo, chiedevo solo, anche gradualmente, un inserimento contrattuale. In merito a questo prima mi è stato detto che quei giorni facevano parte dei colloqui conoscitivi. Anche un contratto di prova sarebbe andato bene, giusto per avere qualcosa in mano.

E invece? 

Mi è stato offerto un part time da 600 euro al mese per cominciare. Anche se avevo detto chiaramente che mi serviva un full time ho pensato che potesse esserci un inserimento progressivo. Ho chiesto allora di mandarmi questo contratto così da leggerlo e pensarci. A quel punto mi è stato detto che non avevo i requisiti. La titolare era preoccupata per il fatto che io convivessi e che magari il mio ragazzo, in estate, non volesse che io facessi turni la sera. Ma vi sembra possibile?

Altri colloqui o annunci che non corrispondevano poi alla reale offerta?

Una volta ho risposto a un annuncio per addetti alla vendita. C'era scritto anche prima esperienza, comunque avevo fatto lavori simili a contatto col pubblico. Mi presento al colloquio, a Varese. Mi offrono un periodo di formazione con un dipendente poi da lì avrebbero valutato. Il lavoro era in realtà come consulente aziendale alle vendite di abbonamenti. In pratica chiamare potenziali clienti e "portarli" all'azienda. Una cosa un po' particolare rispetto a quello che paventava l'annuncio. Mi dice di fare subito una mezza giornata di prova. Ma ero lontana da Como e dovevo organizzarmi. Mi dice che allora mi avrebbe chiamata il giorno dopo se le due ragazze che dovevano fare la mezza giornata prima di me non fossero andate bene. Una volta a casa ho riflettuto e l'ho richiamato dicendo che non era serio: l'annuncio parlava di altro."

"Io, conclude Beatrice, non voglio andare avanti con contratti precari e sottopagati. Abbiamo delle spese, come tutti. Io posso capire che si cominci con un tempo determinato o contratti di prova, ma il tutto deve essere finalizzato a una crescita lavorativa che mi deve portare alla stabilità. Altrimenti io come campo con 600 euro al mese?"

Beatrice ha 20 anni, ha voglia di lavorare e cerca impiego a Como: beabrunacci@icloud.com

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