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Como, crisi degli ostelli, aperto uno su tre (il Bello)

Il responsabile della reception dell'Ostello Bello, Eugenio Valle, ci racconta che nell'ultimo mese ha visto tornare i turisti europei

A Como solo uno dei tre ostelli presenti è aperto. E si tratta dell'Ostello Bello. Chiusi invece il Villa Olmo e il Respaù ( che rimane però attivo per quanto riguarda il ristorante). Scelte diverse, probabilmente dettatate anche dalla differente tipologia di clientele che normalmente prenotano in queste strutture. 

Del resto, non si poteva sapere come sarebbe andata questa estate 2020, dopo il lockdown e le varie regole che cambiavano  (e cambiano) molto spesso. Eppure bisognava, ad un certo punto, prendere una decisione e quella dell'Ostello Bello è stata di aprire. 

Parliamo telefonicamnete con Eugenio Valle, il responsabile della reception, che ci spiega come sta andando l'attività.

«La prima cosa, che sembrerà banale ma non lo è, è quella di rispettare senza se e senza ma le regole di distanzaimento e igiene imposte dal Covid. Su questo noi siamo irremovibili. Quindi, per forza di causa maggiore, non possiamo occupare tutti i letti ma dobbiamo lasciare sempre lo spazio dovuto e conseguentemente è normale che il fatturato ne risenta».

Hanno comunque deciso di aprire l'ostello i primi di luglio e se all'inizio le cose procedevano a rilento, nell'ultimo mese, invece, stanno migliorando.

«Posso dire che sono tornati gli europei: tedeschi, olandesi e anche francesi. Adesso l'Italia è vista come un luogo tutto sommato sicuro e o si vede anche andando in giro per le strade di Como che la gente c'è e gli stranieri anche. Nel nostro ostello incidono per il 60%, ma c'è da dire che noi abbiamo anche un target diverso dagli altri. Quindi ognuno avrà fatto le sue scelte (se e quando aprire) in base anche a queste considerazioni. Certo si sente la mancanza dei turisti asiatici e americani, ma fortunatamente almeno gli europei stanno tornando!».

Diversamente l'Ostello Respaù, contattato anch'esso telefonicamente, ha preferito rimanere chiuso, almeno per quanto riguarda i pernottamenti, perchè, ricordiamolo hanno anche un ristorante che è aperto. Ci dice Alessandro Donegana: «Per noi l'assenza dei turisti americani incideva troppo, quindi abbiamo preferito chiudere le camere e continuare con il ristorante che, invece, lavora con i turisti locali. Stiamo sopravvivendo con il 50% del fatturato, sperando che le cose si sitemino il prima possibile...».

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