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Domenica, 5 Dicembre 2021
Attualità

Como Città Creativa Unesco, ora è ufficiale

Raggiunto il prestigioso status grazie alla tradizione serica

Dopo il no del 2019, finalmente l'obiettivo è stato raggiunto grazie all'industria che ha reso la nostra città famosa nel mondo. Como ha infatti ufficialmente tagliato l'ambito traguardo di Città Creativa Unesco nella casella "Artiginato e arte Popolare". Come detto, uno status arrivato in virtù dell'esperienza unica nella lavorazione tessile e della seta in particolare. Una rete che coinvolge ben 295 città dislocate in 90 Paesi in tutto il mondo che vogliono investire in cultura e creatività – artigianato e arte popolare, design, cinema, gastronomia, letteratura, arti multimediali e musica – al fine di promuovere lo sviluppo urbano sostenibile. In Italia obiettivo raggunto anche per Modena (Media Arts).

«Questo importante risultato è stato decisamente voluto da me in prima persona, ma è frutto di un lavoro di squadra – commenta il sindaco Mario Landriscina - Ne sono orgogliosamente soddisfatto. Il grande e impegnativo percorso svolto con la Fondazione Volta, la Camera di Commercio e il Comitato promotore ha prodotto questo prestigioso risultato. Ringrazierò singolarmente tutti i soggetti che hanno contribuito. Sono davvero tanti e mi piacerebbe incontrarli tutti durante un momento conviviale per condividere la gioia del riconoscimento e costruire il futuro con grande senso di responsabilità per gli impegni assunti. Paradossalmente “il meno è fatto”, e ora dobbiamo metterci tutti al lavoro: la città di Como infatti si impegnerà per un’economia più a misura d’uomo per affrontare il futuro in chiave sostenibile. Como sarà un presidio italiano di sicuro valore all’interno del Network UNESCO. Da questo importante riconoscimento si origineranno infinite possibilità di sviluppo in diversi ambiti. La pandemia ha purtroppo evidenziato la nostra fragilità in diversi settori e questo stimolo di grande prestigio ci consentirà sostanziali riflessioni finalizzate anche al posizionamento strategico di ambito produttivo».

Il presidente della Camera di Commercio di Como e Lecco Marco Galimberti ha confermato che «si tratta di un’opportunità di crescita che coinvolgerà ancora una volta tutto il distretto, Como entro il 2023 dovrà posizionarsi come la città del Green Fashion».

Cultura e creatività sempre più dovranno essere al centro dei processi di rigenerazione.

Partendo da questa considerazione, come testimoniato dal logo dedicato al progetto UNESCO, il presidente di Fondazione Volta Luca Levrini spiega che «la visione su cui abbiamo lavorato e che ha premiato Como, è quella di Città Circolare. Si tratta di una città in grado di proporre un’alleanza di tutta la governance territoriale prevedendo processi circolari, sostenibili e inclusivi».

Come indicato all’interno del progetto di candidatura, è la Fondazione Volta il soggetto che continuerà a occuparsi del coordinamento operativo. Fondazione Volta detiene uno status culturale di alto livello e i suoi soci principali sono il Comune, la Camera di Commercio di Como e Lecco, Confindustria, Confartigianato e Confcommercio.

Per garantire la partecipazione costante e assidua degli attori territoriali sarà costituito uno Steering Committee con la partecipazione di associazioni del territorio, Università, istituzioni formative, e arricchito dalla partecipazione di tutti i partner strategici delle progettualità individuate dal dossier di candidatura.

Il primo passo da compiere sarà partecipare a bandi di progettazione europea, ha evidenziato Stefano Vitali, presidente del Comitato Como e Seta e rappresentante di Confindustria Como: «L’Unione Europea ha promesso che farà uscire entro la fine del 2021 una serie di bandi e misure. Per il rilancio del settore tessile è necessaria una risposta coordinata, mirata a rafforzare le capacità sia dell'industria che delle autorità pubbliche di andare nella direzione dell’economia circolare».

In accordo con questa posizione Lorenzo Frigerio, presidente di Confartigianato Moda di Como: «Il nostro distretto rappresenta una filiera tessile ancora ricca di competenze e maestranze artigianali, questo fatto ci è stato riconosciuto anche da diversi player internazionali».

49  Città Creative Unesco, ecco quali sono quelle nuove

Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti) – Musica
Batumi (Georgia) – Musica
Belfast (Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord) – Musica
Bida (Nigeria) – Artigianato e Arte Popolare
Bohicon (Benin) – Gastronomia
Buraidah (Arabia Saudita) – Gastronomia
Bursa (Turchia) – Artigianato e Arte Popolare
Campina Grande (Brasile) – Media Arts
Cannes (Francia) – Film
Cluj-Napoca (Romania) – Film
Como (Italia) – Artigianato e Arte Popolare
Covilhã (Portogallo) – Design
Doha (Qatar) – Designì
Gdynia (Polonia) – Film
Gimhae (Repubblica di Corea) – Artigianato e Arte Popolare
Göteborg (Svezia) – Letteratura
Hamar (Norvegia) – Media Arts
Huai’an (Cina) – Gastronomia
Huancayo (Perù) – Musica
Ibagué (Colombia) – Musica
Giacarta (Indonesia) – Letteratura
Kermanshah (Iran, Repubblica Islamica di) – Gastronomia
Kharkiv (Ucraina) – Musica
Kuching (Malesia) – Gastronomia
Lankaran (Azerbaigian) – Gastronomia
Launceston (Australia) – Gastronomia
Londra (Canada) – Musica
Manises (Spagna) – Artigianato e Arte Popolare
Modena (Italia) – Media Arts
Nakuru (Kenya) – Artigianato e Arte Popolare
Namur (Belgio) – Media Arts
Pasto (Colombia) – Artigianato e Arte Popolare
Perth (Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord) – Artigianato e Arte Popolare
Phetchaburi (Thailandia) – Gastronomia
Port Louis (Mauritius) – Musica
Recife (Brasile) – Musica
Rouen (Francia) – Gastronomia
San Pietroburgo (Federazione Russa) – Gastronomia
Santa Maria da Feira (Portogallo) – Gastronomia
Santiago de Cuba (Cuba) – Musica
Srinagar (India) – Artigianato e Arte Popolare
Tallinn (Estonia) – Musica
Tbilisi (Georgia) – Media Arts
Salonicco (Grecia) – Gastronomia
Usuki (Giappone) – Gastronomia
Vilnius (Lituania) – Letteratura
Weifang (Cina) – Artigianato e Arte Popolare
Whanganui (Nuova Zelanda) – Design
Xalapa (Messico) - Musica

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