Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Attualità

Como candidata Unesco, arriva il ministro Giorgetti

L'incontro in biblioteca

Nell’ambito delle attività dedicate al progetto Como Candidata nell’anno 2021 a Città Creativa UNESCO per l’Artigianato Tessile, il sindaco di Como Mario Landriscina ha invitato a Como il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. Infatti, nel 2021, il Ministro ha attivato presso il MISE il tavolo nazionale del tessile e della moda, e, in relazione a questa importante iniziativa nazionale, prende parte con forte interesse all’incontro tecnico promosso dalla città di Como a cui parteciperanno le realtà che sostengono il progetto di candidatura e che si sono impegnate a concretizzare il tema della sostenibilità nell’ambito della filiera tessile e della fashion industry.

L’incontro, che si svolgerà oggi, sabato 18 settembre, alle 14,30 nella sala conferenze della Biblioteca comunale Paolo Borsellino, è stato organizzato dal Comune di Como in collaborazione con la Fondazione Alessandro Volta e il Comitato Como&Seta.

A causa delle limitazioni imposte dalle attuali misure sanitarie la capienza della sala è limitata e per la stampa possono essere riservati 18 posti. Sarà ammesso un solo giornalista per testata. Si chiede a chi desidera partecipare di rispondere a questo indirizzo. Verrà riservato il posto ai primi 18 in ordine di arrivo delle email. Si ricorda l’obbligo del Green pass.

«Ho voluto fortemente il progetto della candidatura di Como a Città Creativa Unesco:- spiega il sindaco Mario Landriscina - sento la responsabilità di agire nell’interesse della città e del territorio e credo che ottenere questo riconoscimento sia un’ambizione realistica. L’iniziativa, già da oggi, costituisce per tutte le realtà comasche un segnale forte sulla possibilità e sulla convenienza di costituire una rete di eccellenze. L’esperienza che viviamo, costruendo insieme questo percorso, racconta di quanto sia importante la coesione tra tutte le componenti della società, valorizzando in uno scenario più ampio le loro infinite potenzialità.
Ottenere questa investitura da parte dell’Unesco, oltre a tutte le ricadute positive che potrebbe comportare e alla visibilità che la nostra città guadagnerebbe anche per l’alto profilo, significherebbe prendere un impegno nel tempo. Qualora ci venisse concessa, si darebbe ulteriore impulso a investimenti in alcuni ambiti e su alcuni temi di grandissima attualità che oggi non possono più essere lasciati da parte, come lo sviluppo sostenibile, l’economia circolare, l’adattamento alle nuove sfide che il presente ci pone. L’opportunità che abbiamo di fronte ci spinge a raccogliere e a promuovere le migliori espressioni del territorio per la capacità sia di innovare in maniera rilevante la filiera produttiva sia di interiorizzare una vera e propria cultura della sostenibilità».

La città di Como già quest’estate ha superato il pre-screening dei tecnici della sede internazionale UNESCO a Parigi che hanno confermato la candidatura. Il dossier di Como è stato quindi trasmesso ai valutatori finali: i risultati saranno comunicati all’inizio del mese di novembre 2021.
In questa fase è fondamentale condividere l’iniziativa e i prossimi step con il territorio e i suoi stakeholders, per far conoscer e promuovere il progetto, raccogliendo ulteriori adesioni.

«La Camera di Commercio ha convintamente da subito sostenuto la candidatura di Como a Città Creativa Unesco - afferma Marco Galimberti, presidente della Camera di Commercio di Como-Lecco - che assume valenza e forte significato per l'intero territorio. Ad essa sottendono innumerevoli componenti, quotidianamente vissute a rete nel contesto di un sistema di competenze articolato e diffuso. L'auspicata designazione costituirebbe il giusto importante riconoscimento alla creatività e al saper fare dell'intero distretto lariano, e nel contempo ulteriore elemento di forza nell'avviato percorso di rilancio del settore tessile-moda, sempre più decisamente ancorato ai valori dell'innovazione e della sostenibilità in tutte le sue declinazioni. Le imprese e il territorio sono coesi nel perseguimento di questo obiettivo».

«In questo periodo ho potuto apprezzare l’immenso patrimonio culturale, sociale e creativo che rappresenta la nostra filiera tessile, anche in ambito sostenibile - afferma Luca Levrini, presidente di Fondazione Alessandro Volta - Per la progettazione proposta non è stato necessario inventare nulla, è stato sufficiente mettere a sistema tutto quello che già oggi Como può offrire al mondo. Tale valore, nell’ambito delle città creative UNESCO, mi auguro potrà essere condiviso in una ampia rete, certi che la nostra esperienza possa essere di aiuto nello sviluppo della moda sostenibile che deve convintamente e senza deroghe potenziarsi. Il tavolo della Moda presso il MISE sarà cruciale anche in tale ambito, e l’auspicio che il territorio comasco possa contribuirvi è ambizione di valore. Ci tengo a confermare che l’auspicata designazione da parte di UNESCO non sarebbe una semplice etichetta, ma piuttosto una concreta chiamata all’azione, una presa di consapevolezza, una responsabilità che questa città potrà raccoglierà senza indugi. Inoltre, ritengo che questa opportunità ci permetterebbe di lavorare sull’identità del nostro territorio, di costruire una narrazione reale il cui solco della storia oggi si proietta verso il sostenibile in modo competente».

«La candidatura di Como è una grande opportunità - commenta Stefano Vitali, presidente del Comitato Como&Seta - attraverso cui valorizzare le realtà imprenditoriali, i centri di competenza, e l'intera filiera tessile del nostro distretto, eccellenza riconosciuta, affermando il binomio artigianato-creatività che da sempre ci contraddistingue nel mondo. L'impegno nella sostenibilità è ormai quotidiano per le nostre imprese e rappresenta la linea su cui costruire la ripresa e il futuro del settore tessile lariano».

Il Network delle Città Creative UNESCO

Nasce nel 2004 per promuovere la cooperazione tra le città che hanno identificato la creatività come elemento strategico per lo sviluppo urbano sostenibile. Il Network si divide in sette cluster individuati da UNESCO: Musica, Letteratura, Artigianato e Arte Popolare, Design, Media Arts, Gastronomia, Cinema.
Le Città Creative sono oggi 246 in oltre 80 paesi. In Italia ce ne sono 11: Biella, Carrara e Fabriano per l’artigianato, Alba, Bergamo e Parma per la gastronomia, Bologna e Pesaro per la musica, Roma per il cinema, Torino per il design e Milano per la letteratura.
Tutte le Città Creative sono impegnate nello sviluppo e nello scambio di buone pratiche innovative per rafforzare la partecipazione alla vita culturale e per integrare la cultura nelle politiche di sviluppo urbano sostenibile. Inoltre, la Rete sostiene gli scambi artistici e il partenariato della ricerca sia con le città della rete che con il settore pubblico e il settore privato. In quanto tali le Città Creative contribuiscono al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
Como è la città capofila della Textile Valley italiana, un distretto territoriale storicamente vocato alla tradizione tessile che include le due province Como e Lecco. Il settore tessile è una delle espressioni più rilevanti della Cultura del Fare e del made in Italy.
La filiera tessile del distretto ha una tradizione molto radicata ed è concepita come un immenso patrimonio di esperienza, di competenze tecniche e artistiche tramandate da generazioni e migliorate nel tempo grazie ad una forte spinta all’innovazione, garantita da centri formativi d’eccellenza e promossa dall’impegno e dalla creatività degli artigiani e delle imprese tessili.
Oggi, è necessario guardare alla filiera tessile come ad un’infrastruttura immateriale, un patrimonio di conoscenze indispensabili per la ripartenza. La crisi covid-19 ha evidenziato la relazione che intercorre tra resilienza, anti-fragilità e innovazione: l’obiettivo, più urgente e attuale, è favorire la crescita di comunità creativa capace di reagire, innovando.
Como mette al centro la Cultura del Fare e il lavoro dell’artigiano, implementando processi di economia circolare e generando un’azione rigenerativa e inclusiva. Pertanto, la Candidatura di Como mira a promuovere i pilastri eco-design, moda sostenibile e paesaggio tessile con un’alleanza tra attori territoriali, realtà imprenditoriali e artigiani.

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