Chiostrino Artificio, addio con dolore nell'indifferenza

Chiude un altro avamposto culturale della città

Chiostrino

La chiusura del Chiostrino Artificio ha suscitato vive polemiche in città. L'associazione Luminanda che lo ha gestito fin qui sta ora pensando insieme ad altri operatori culturali ad un'azione artistica collettiva per manifestare contro l'indifferenza del Comune rispetto ai tanti progetti culturali che sta facendo morire. Di fatto il centro culturale Chiostrino Artificio di Como chiude le sue porte e non le riaprirà più fino a quando non ci sarà una visione politica e culturale lungimirante in merito alla concessione degli spazi pubblici destinati alla cultura. L’Associazione Luminanda dal 2015 ha riqualificato il Chiostrino di Sant’Eufemia, di proprietà del Comune di Como e ha fatto nascere un centro culturale ben radicato in città, utilizzato da diverse realtà sociali e culturali del territorio, con un flusso di circa 8.000 persone all'anno che hanno fruito di mostre, eventi culturali, laboratori e progetti di inclusione sociale attraverso l’arte.  

A dicembre 2018 la concessione per l’utilizzo dello spazio è scaduta. “Da luglio del 2017, in vista di tale scadenza, abbiamo iniziato a dialogare con le istituzioni affinché venisse emanato un bando per la concessione a lungo termine di questo spazio pubblico” raccontano Anna Buttarelli e Chiara Gismondi dell’Associazione Luminanda. Gli scambi avuti possono essere documentati e sono tantissimi. L'amministrazione ha risposto a tutte queste sollecitazioni (telefonate, mail, incontri) in modo discontinuo e incoerente, ‘rimbalzandoci’ da un funzionario all'altro, facendoci produrre documenti, sintesi, analisi, ma senza mai darci nessun riscontro né alcuna risposta definitiva. Gli avvicendamenti politici nella città di Como, che hanno visto alternarsi nei soli ultimi due anni e mezzo tre assessori alla cultura e due dirigenti alle politiche culturali, hanno penalizzato tutti gli operatori culturali del territorio ed è ormai palese che manca una visione politica sul sistema culturale in città.”

Per rendere possibile e garantire la virtuosa esperienza del Chiostrino Artificio, l’Associazione Luminanda ha attivato negli anni una fittissima rete di contatti e un'importante opera di reperimento risorse, in grado di poter supportare sia lo spazio che le attività culturali che lo popolano e lo rendono, ormai, un punto di riferimento in città.

“Ora siamo arrivate a non poterci più permettere di portare avanti la programmazione culturale del Chiostrino, che è stata sempre sostenuta economicamente da noi attraverso la ricerca di finanziamenti privati”, continuano le responsabili del Chiostrino. Il mancato rinnovo della concessione e la mancata emanazione di un bando pubblico per assegnare lo Spazio del Chiostrino di Sant’Eufemia, causa l’impossibilità per l’Associazione Luminanda di sviluppare un progetto sostenibile e di qualità, a servizio dei cittadini.

“Sentiamo che l'amministrazione pubblica compie un’ingiustizia profonda verso questo progetto e verso la comunità dei soggetti che hanno abitato questo spazio. Chiediamo alle istituzioni di dare una risposta concreta, affinché il sogno di un centro culture possa continuare ad essere realtà. Un centro culturale che ha nel cuore la profonda necessità di incontro, confronto, creatività, coesione sociale e bellezza per il benessere e la costruzione di pratiche di resistenza anche in questi tempi difficili” concludono le referenti dell’Associazione Luminanda.

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