Venerdì, 23 Luglio 2021
Attualità

Il 40% dei cinghiali lombardi vive nel comasco: aperta la caccia anche di notte

Si estende poi il periodo in cui è possibile uccidere la beccaccia

Diverse le novità in materia venatoria contenute nell’articolo 8 del provvedimento approvato ieri, 26 maggio, dal Consiglio Regionale. Alcune riguardano l’estensione della possibilità di caccia, altre un leggero inasprimento delle regole legate alle protezioni e agli abiti da indossare durante l’attività. Se infatti si estende il periodi di caccia agli ungulati (per esempio il cinghiale potrà essere braccato tutto l’anno, notte compresa) e la stagione della beccaccia è protratta fino al 31 gennaio - nei soli ATC il sabato e la domenica -, d’altro canto sarà obbligatorio per le guardie venatorie volontarie e per chi caccia fauna stanziale e ungulati indossare l’uniforme con capo e giubbino con pettorale e dorsale ad alta visibilità e l’utilizzo del visore notturno per la caccia al cinghiale. Alcune norme poi favoriscono i proprietari di capanni di caccia, snellendo l’iter burocratico.
Secondo il presidente del Consiglio Regionale Alessandro Fermi, le norme che incentivano la caccia al cinghiale e agli altri selvatici sarebbero particolarmente favorevoli al nostro territorio, visto che nell'area comasca dalla Valle d'Intelvi all'Olgiatese l’anno passato è stato abbattuto il 40% dei cinghiali uccisi in tutta la Lombardia ed è qui quindi che gli ungulati farebbero la maggior parte dei danni alle proprietà e alle coltivazioni e rappresenterebbero il maggior rischio di incidenti stradali.

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