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Il chilometro dell'incoscienza

Attanagliata da una pausa perenne, Como non si muove

Como, zona hangar

Il suggestivo percorso del Chilometro della Conoscenza è un tragitto pedonale che unisce tre splendide ville comasche: Villa Olmo, Villa del Grumello e Villa Sucota. Quando percorribili, perché non lo sono sempre, i suoi sentieri offrono serre, cappelle, limonaie, angoli d'arte e rarità botaniche. Un percorso che avrebbe meritato di diventare il fiore all'occhiello della città. Eppure così non è. O lo è solo in parte. 

villa olmo cartello-2

E i motivi sono purtroppo sotto gli occhi di tutti proprio a partire da Villa Olmo, il suo punto di partenza. Tralasciando la questione della gestione, il progetto di riqualificazione latita sia nel lato serre sia nel corpo centrale dell'edificio neoclassico. Ciò che potrebbe rappresentare il cuore espositivo della città, un gioiello illuminato, diventa invece simbolo dell'immobilismo amministrativo di Palazzo Cernezzi. 

lungolago hangar2-3

Passano gli anni e tutto a Como rimane avvolto dal rigido cappotto dell'incapacità progettuale. D'altronde, facendo un passo indietro fino ai Giardini a lago, la visione della paralisi è totalizzante. Tutto riposa in una sorta di infinita attesa. E' come se la città fosse avvolta in una bolla, ingessata ben prima dell'arrivo della pandemia. Attanagliata da una pausa perenne, Como non si muove. Si è persino perso il senso del lamento, il cui respiro è oggi inevitabilmente riposto altrove.

giardini a lago-2

Eppure, mai come in questa stagione, occorrerebbe un segnale di vita. Una scossa dalle macerie di cui ha bisogno l'incoscienza per trasformarsi in conoscenza. Dai Giardini a lago al Monumento ai Caduti, dal tratto di lungolago di fronte all'hangar sino a Villa Olmo, giace un immenso capitale della città che merita attenzione e rispetto, non vane promesse e sciatteria. Un tesoro che potrebbe rilanciare le ambizioni culturali e turistiche di Como, soprattutto se la sua valorizzazione corresse parallela al cantiere delle paratie

villa olmo luce-2

Per farlo occorre andare oltre le sterili polemiche ideologiche. Saltare lo steccato vuol dire non più demandare alla sola politica il futuro della città. Pensare che tutto possa essere risolto all'interno del palazzo è pura demagogia. Una visione ha bisogno di un respiro collettivo, di una orgogliosa aspirazione condivisa dai cittadini. Pensare che oggi tutto sia rinviabile, adducendo a ciò la scusa dell'emergenza sanitaria, è un alibi che ha le gambe corte. Quel che serve è invece un passo lungo e deciso. Uno scatto verso l'orizzonte. Una luce accesa sulla città.

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