C'era una volta... a Como

In nome del decoro: l'ala dimenticata di Palazzo Cernezzi che grida vendetta

Palazzo Cenezzi

Viene da citare l'ultimo capolavoro di Quentin Tarantino dedicato al magico 1969 di Los Angeles. Con la differenza che qui in città non c'è nemmeno bisogno di un set di Hollywood per ricostruire un passato, magari meno luminoso, ma pur sempre affascinante. A Como il passato si presenta infatti con oltre mezzo secolo sulle spalle senza nessun trucco. Ci riferiamo in questo caso all'ala "nuova" di Palazzo Cernezzi, sede del Comune, costruita nel 1955 su progetto dell'ingegner Aldo Barazzoni. Un edificio "funzionalista", tipico dell'architettura di quel decennio (anche nel ferire le città e la loro storia) che oggi si mostra con il volto di chi è stato da tempo abbandonato al suo destino. Peccato però che quello in questione sia il volto della casa del primo cittadino di Como. Lo stesso sindaco Mario Landriscina, in un impeto tipico del suo carattere, ne aveva addirittura ipotizzato l'abbattimento. Una boutade che, pur trovando qualche consenso, si è presto smarrita nell'aria senza nemmeno trovare l'appoggio di un buon disegno, un rendering di solito non lo si nega a nessuno.

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Alla fredda cronaca non resta che la realtà dei fatti: nessuno è mai intervento per ridare dignità alle facciate di quell'edificio o per rimuovere dal tetto (foto sotto) gli impianti non più in funzione che gridano vendetta in nome del tanto vituperato decoro. Soprattutto se li si osserva dall'nterno dell'Arena del Teatro Sociale, dove offrono il loro lato "migliore". Una situazione imbarazzante, che si trascina da più giunte senza che mai qualcuno abbia sentito il dovere di intervenire seriamente per riqualificare un palazzo così importante se non altro dal punto di vista della rappresentanza della nostra città. Nemmeno stiamo parlando di interventi strutturali ma di intonaco e vernice. Di una mano di dignità, insomma.

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Ma siamo sempre alle solite: parafrasando Fabrizio De André, passano gli anni, i mesi, e se li conti anche, ed è triste ritrovare Palazzo Cernezzi sempre nelle stesse condizioni. Un vecchio palazzo (ma nemmno troppo) di cui nessuno, soprattutto dopo il trasferimento del corpo della polizia municipale in viale Innocenzo, si è più preso cura. Eppure, visto che l'abbattimento del corpo a L - edificato come detto a metà degli anni '50 davanti allo storico Palazzo Cernezzi - rimane più nel campo delle suggestioni che in quello di vere e proprie visioni, forse sarebbe il caso di mettere a bilancio il suo restyling. Una buona e giusta operazione, a prescindere dal destino che lo aspetta. Non è la Ticosa e nemmeno il Lungolago. Però è la faccia di chi ci rappresenta. Non esattamente il miglior biglietto da visita possibile. 

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