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Conferenza stampa su centro di cottura unico di Como

Conferenza stampa su centro di cottura unico di Como

Centro unico di cottura, la proposta dei sindacati: utilizzare l'ex Sant'Anna

"In via Napoleona c'è uno spazio adeguato già usato in precedenza per il vecchio ospedale"

Dopo il naufragio del progetto del centro unico di cottura per le scuole di Como, avvenuto nel corso dell'amministrazione del sindaco Mario Lucini, in città torna in auge il dibattito sulla questione. Sono i sindacati a rilanciare il tema con una proposta presentata in conferenza stampa nella mattinata del 15 gennaio 2018 nella sede della Cgil di Como: realizzare il centro unico di cottura nella struttura dell'ex ospedale Sant'Anna in via Napoleona. 

Matteo Mandressi (segreteria generale Cgil) ha tenuto ad esprimere alcune premesse: "Il centro unico di cottura è una questione che non riguarda solo i lavoratori impiegati nelle cucine che preparano i pasti per le scuole della città, ma interessa tutta la collettività perché si tratta di un servizio pubblico. In via Napoleona esiste già uno spazio che era dedicato al servizio di cucina per l'ex ospedale. Basta un accordo tra Comune di Como e Asst Lariana e un investimento relativamente modesto per gli adeguamenti necessari. L'importante è che venga mantenuta la gestione diretta da parte del Comune". 

Una sola cucina al posto di 17

Attualmente sono 17 le cucine che preparano 4mila pasti giornalieri per 43 istituti scolastici comunali tra asili, suole primarie e secondarie. "In queste 17 cucine - ha spiegato Alessandra Ghirotti (segretaria funzione pubblica Cgil) - sono impiegati 110 lavoratori, la cui maggior parte è a tempo indeterminato, ma c'è una conistente parte che è a tempo determinato con rinnovi contrattuali secondo le esigenze. La gestione diretta consentirebbe di mantenere un controllo sulla qualità".

Una cucina per la cittadella della salute

I sindacalisti Cgil, Cisl e Uil hanno sottolineato l'opportunità di realizzare un centro unico di cottura a servizio non solo delle mense scolastiche ma anche della cittadella della salute che sorgerà (e in parte sta già sorgendo) in via Napoleona, sull'area dell'ex ospedale Sant'Anna. Infatti, sono molteplici i servizi sanitari che hanno trovato posto nei vecchi locali disponibili su quell'area.

Razionalizzare il servizio e salvare i posti di lavoro

Vincenzo Falanga (segretario generale funzione pubblica Uil) ha illustrato alcuni dati di tipo economico. Innanzitutto ha tenuto a illustrare la portata del servizio garantito dalle cucine delle scuole: "Ognuno dei 4mila pasti preparati ogni giorno costa 4,54 euro al netto dei costi del personale, ma nel 2001 costava 4,85 euro. Da allora sono stati serviti 8 milioni di pasti e 4,5 milioni tra il 2008 e il 2016. Si capisce da questi numeri l'importanza di questo servizio pubblico che, però, rischia di essere compromesso anche dall'impossibilità di sostituire tutti i lavoratori che vanno in pensione. Può essere sotituito solo il 25%, per questo serve una razionalizzazione del servizio".

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