All'asta il Castello di Carimate, leggenda della canzone d'autore italiana

A cavallo tra gli anni '70 e '80 ha dato luce ad alcuni dei capolavori di De André, Dalla, Finardi, Graziani e molti altri artisti

Il Castello di Carimate

Uno dei luoghi che ha fatto la storia della musica italiana d'autore andrà all'asta il prossimo 5 marzo: cifra di partenza 7,5 milioni di euro. Stiamo parlando del leggendario Castello di Carimate e dei suoi 9.000 metri di proprietà. A cavallo tra gli anni ‘70 e gli ’80, gli Stone Castle Studios avevano trovato una nobile sede proprio all’interno del Castello di Carimate, la cui esistenza risale addirittura al 1149 d.C.. Fallita la sua ultima destinazione, un lussuoso hotel, l'immensa proprietà verrà quindi, come detto, battuta all'asta. 

La storia

Distrutto nel XIII secolo, durante la guerra tra Milano e Como, Luchino Visconti lo fece ricostruire a più riprese a partire dal 1345 e lo chiamò La Cittadella, avendo assunto più l'aspetto di un' imponente abitazione che quello di una fortezza. Prima di ridursi in condizioni poco nobili, lontano dai fasti vissuti con alcuni rami della famiglia Visconti e fino al suo acquisto da parte Cristoforo Arnaboldi, cittadino comasco che vi trasferì la propria residenza nel 1796, il castello ospitò Alessandro Manzoni, Giuseppe Garibaldi, Vittorio Emanuele III re d'Italia.

Gli Stone Castle Studios

Prima di diventare un prestigioso albergo, alcuni dei dischi più importanti della storia della musica italiana e non solo trovano proprio qui il luogo ideale, a pochi passi c'era anche lo studio Il Mulino di Mogol, dove essere prodotti. Un ambiente ricco di fascino che nel 1976 si rianimò per ospitare gli Stone Castle Studios.  In quegli anni i cantautori erano ancora sulla cresta dell’onda, Mauro Pagani e Fabrizio De Andrè, si incontrarono casualmente proprio in  Brianza. Entrambi stavano registrando allo Stone Castle, Pagani lavorava alla colonna sonora della trasposizione teatrale di Sogno di una notte d’estate di Gabriele Salvatores, mentre De André stava incidendo L’indiano con Massimo Bubola.  De Andrè, dopo due dischi di impronta sonora decisamente americana, era alla ricerca di sonorità mediterranee, proprie le stesse che Pagani stava sperimentando da alcuni anni. Fu così che nel 1984 nacque Crueza de mä, unanimemente  riconosciuto come uno dei capolavori della canzone d’autore, a suo modo precursore della world music.

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Le origini 

Ma la storia musicale del castello era iniziata qualche anno prima con un gioiello delle registrazioni come il banco Cadac del 1974. Un mixer che nel tempo ha visto all’opera produttori del calibro di Allan Goldberg, George Martin, Hugh Padgham e Trevor Horn, un impianto con cui sono stati incisi dischi degli Yes, Ac/Dc e Paul Young. Già, perchè gli Stone Castle Studio divennero così famosi che richiamarono anche il gotha della musica internazionale. Ma uno dei primi grandi successi partoriti negli studi del castello fu l’omonimo album di Lucio Dalla; lo frequentarono un po’ tutti da Patty Pravo con il suo Miss Italia a Goran Kuzminac  per Ehi ci stai, album prodotto da Shel Shapiro. Tra le band la Pfm, gli Stadio, gli Skiantos e i Pooh con almeno tre album: Hurricane, Viva e Boomerang. Poi ancora Mia Martini, Ornella Vanoni, Antonello Venditti, Francesco Guccini, Ivan Graziani, Pino Daniele e Ivano Fossati che ci registrò 700 giorni, uno degli ultimi dischi “made in Carimate”. Senza dimenticare Eugenio Finardi che in provincia era ormai di casa. 

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