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L'Arma dei carabinieri ha celebrato 210 anni di storia: la cerimonia a Cernobbio

"Quest’anno si è scelto di tornare a festeggiare la ricorrenza “in piazza”, in mezzo alla nostra gente, senza la quale l’Arma non potrebbe essere quello che è"

Nella splendida cornice di Cernobbio - a pochi passi dal Lago - è stata celebrata la festa dell’Arma dei Carabinieri di Como, per i dei 210 anni di una gloriosa storia dell’Istituzione. I principali temi trattati nel discorso del il colonnello Giuseppe Colizzi, sono stati le baby gang, le truffe agli anziani, ma anche i maltrattamenti e le violenze contro le donne (il codice rosso) e la lotta allo spaccio nei boschi e al crimine organizzato.

"Quest’anno si è scelto di tornare a festeggiare la ricorrenza “in piazza”, in mezzo alla nostra gente, senza la quale l’Arma non potrebbe essere quello che è: Arma dei Carabinieri/Cittadino è un binomio inscindibile, per questo si è voluto tornare alla tradizione che vedeva la festa all’esterno delle caserme.

L’Arma del 2024 è in costante evoluzione e aggiornamento, fortemente proiettata verso la modernità ma saldamente ancorata alla sua tradizione, incarnata dal costante ricorso a concetti quali la militarità/coraggio/umiltà/competenza, vere e proprie colonne portanti ma anche elementi condivisi tanto oggi dagli oltre 108.000 Carabinieri quanto dai primi 803 Carabinieri Reali all’atto della loro istituzione nel 1814. Il sacrificio dei nostri eroi ci ricorda ogni giorno quali sono i punti cardinali del nostro agire, sempre improntato a tutelare il cittadino, anche oggi in una società che predilige l’apparire sull’essere".

500 carabinieri in provincia di Como

Le cronache quotidiane, anche le più recenti, danno la misura dell’impegno costante dei 500 carabinieri in provincia, al fianco delle altre Istituzioni, imponendo continui interventi su più fronti: dal contrasto alla criminalità predatoria – con innovative tecnologie di ausilio per l’identificazione degli autori – al contrasto allo spaccio di stupefacenti, con particolare riferimento a quello nelle aree boschive, senza dimenticare la tutela delle fasce deboli con il frequente ricorso alla disciplina del “Codice Rosso”, fino alla tutela del patrimonio ambientale grazie ai Carabinieri Forestali. Ecco alcuni numeri del periodo maggio 2023 – aprile 2024: processate 72.676 chiamate di emergenza; ricevuto 17.496 denunce, su un totale di 18.201 complessivo (il 96 %); eseguito 47.483 servizi preventivi di controllo del territorio, identificando 51.891 persone e 34.319 veicoli; arrestato 324 malviventi; indagato 3143 presunti colpevoli; sequestrato oltre 68 kg di sostanza stupefacente.

In dettaglio con i Carabinieri Cacciatori si susseguono servizi straordinari ormai da circa un anno, in perfetta sinergia con i militari delle Stazioni territoriali; sono stati garantiti (da aprile a dicembre scorsi) ben 36 soggetti arrestati, oltre 5 kg di stupefacente sequestrato, lo smantellamento di 139 bivacchi, un elevato numero di persone denunciate oltre che segnalazioni alla Prefettura di Como quali assuntori di stupefacenti, in riscontro di una lungimirante sperimentazione operativa unica nel suo genere in Italia, non poco invidiata. Premiati alcuni reparti, a coronamento di una soddisfazione diffusa soprattutto di cittadini e amministrazioni locali.

Codice Rosso: in aumento i casi anche nel Comasco

Come fatto in altri settori, è stato eseguito uno studio statistico relativo all’ultimo biennio, in ordine all’impatto delle segnalazioni per “Codice Rosso”, al fine di cercare di prevenire i femminicidi: è stata sviluppata un’analitica raccolta di dati da cui emerge una crescita dei casi con un’omogena distribuzione sull’intero territorio provinciale, in linea con il trend nazionale. L’immediata attivazione delle nuove procedure, che vedono impegnate in primis le Stazioni Carabinieri, sta consentendo di cogliere i minimi segnali di allarme anche grazie all’adozione di misure di vigilanza ad hoc sulle vittime.

Non meno importante è l’opera di monitoraggio e prevenzione dei fenomeni di infiltrazione e radicamento della criminalità mafiosa in provincia, attraverso un processo (non visibile in superficie) finalizzato a schermare soprattutto l’economia legale: gli ottimi risultati possono essere colti solo nel medio-lungo periodo, e non solo con le operazioni di polizia (es. progetti legalità nelle scuole; tavoli inter-istituzionali presso le associazioni di categoria; adesione ai comitati antimafia; etc.).

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