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Cancello a San Francesco, Como Accoglie: "Agghiacciante"

Il PD: "Una soluzione disumana e miope che colpisce i meno fortunati"

Nel 2020 la mozione della Lega, giunta Landriscina, venne bocciata. Per il sì si era però espresso l'allora consigliere di minoranza Alessandro Rapinese. Ora sindaco, si appresta a realizzare il "sogno" del Carroccio. Ieri sera Rapinese ha infatti confermato la volontà di installare un cancello all'ex chiesa di San Francesco, proprietà comunale. Tuttavia, pur essendoci le risorse, circa 70mila euro, il progetto deve prima ottenere il benestare della soprintendenza. Naturalmente la notizia ha subito suscitato vive proteste. In particolare segnaliamo quelle di Como Accoglie e quelle del PD. 

Como Accoglie: "Un sogno che racconta una disumanità agghiacciante"

Como Accoglie condanna pesantemente la decisione di dotare i portici dell'ex chiesa di San Francesco con delle inferriate e chiede al Sig. Sindaco che venga illustrata anche la soluzione relativa ai senzatetto dopo la chiusura di emergenza freddo, visto che per gli skaters è stato pensato un progetto all'ippocastano. Auspichiamo che ci sia nel cassetto una proposta di accoglienza anche per chi è ai margini della società e non ha un luogo dove dormire.
E' corretto salvaguardare la sicurezza dei cittadini  ma non crediamo che i problemi possano risolversi con dei "tappi" che servono solo a nascondere la polvere sotto il tappeto. Possibile che il primo cittadino "Sindaco di tutti", anche di chi una casa non ce l'ha, sia così ingenuo da pensare che i cancelli possano risolvere la situazione ?

La nostra sensazione è che ci sia una volontà precisa di non garantire alcun servizio, in modo da scoraggiare ulteriori arrivi in città. Riteniamo che si tratti di un tentativo drastico, disumano e fallito, in quanto "Como" è anche città di frontiera oltre che meta turistica ambita. Siamo in una città ricca che può dare questo servizio, senza doversi appoggiare esclusivamente alle associazioni di volontariato che dovrebbero essere sussidiarie ai servizi sociali.

Un "centro di bassa soglia", un centro SAI  per chi ne ha diritto (ovvero “Sistema accoglienza integrazione” peraltro attivato dai comuni con fondi nazionali) sono solo alcune proposte che poterebbero consentire alle persone in difficoltà di poter costruire un progetto di vita volto al miglioramento della loro condizione, oltre che rispondere a dei bisogni sociali con umanità, garantirebbe maggiore sicurezza rispetto a delle "poco estetiche" inferriate.

Legnani e Cesareo, PD: "Una soluzione disumana e miope che colpisce i meno fortunati"

 “Le parole pronunciate ieri sera a Etv dal sindaco Rapinese, e riportate sui quotidiani odierni, ci hanno lasciati estremamente sconcertati. L’idea di mettere un cancello a chiusura dei portici dell’ex chiesa di San Francesco, oltre a essere già stata bocciata dai gruppi consiliari il 12 ottobre 2020, è l’ennesimo schiaffo alle persone meno fortunate della nostra città”, dichiarano Tommaso Legnani, Segretario dell’Unione Territoriale di Como, e Andrée Cesareo, vicesegretario provinciale.

“Già nelle scorse settimane, come gruppo consiliare del Partito Democratico ci eravamo schierati al fianco della rete Como Senza Frontiere e contro una politica della Como turistica, che lascia indietro gli ultimi, facendosi bella agli occhi dei visitatori internazionali. Da allora, non solo non abbiamo assistito a un’inversione di marcia, o quantomeno a un esame di coscienza, ma anzi, abbiamo dovuto sopportare nuovi gesti che condanniamo fermamente, come quello di smantellare i giacigli di fortuna e di gettare via le coperte delle persone senza dimora, accaduto qualche giorno fa proprio a San Francesco. Mettere un cancello per impedire l’accesso ai portici è solo l’ultimo smacco” - constatano Legnani e Cesareo.

“Il sindaco parla di aumentare la sicurezza e dà la colpa ai vandali. Per quelli, però, le soluzioni alternative, come l’aumento dei controlli e della sorveglianza, non mancherebbero. L’intento sembra un altro, o quantomeno, a rimetterci, sono proprio le persone più bisognose. E oltre che essere una soluzione disumana, è alquanto miope. Non risolve la questione, ma la sposta da un’altra parte” - proseguono.

“A questo proposito proponiamo all’Amministrazione un incontro per cercare soluzioni strutturali, che contemplino azioni di reinserimento alla vita sociale e produttiva della nostra città. Siamo disponibili a un confronto che preveda anche il coinvolgimento delle organizzazioni di volontariato, delle associazioni delle categorie produttive e della prefettura. Ci auguriamo lo sia anche il sindaco”.
 


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