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Caccia, in Lombardia approvata la legge 'Spara e mangia'

Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf Italia: "Questa norma è solo un trucco per eludere un divieto necessario a prevenire fenomeni di illegalità"

Il Consiglio regionale della Lombardia ha infine approvato la nuova legge sulla caccia anche detta "Spara e mangia". Un modo per aggirare il divieto di vendita della selvaggina e consentirà ai ristoranti di proporre piatti tradizionali come polenta e osei e lo spiedo bresciano: i cacciatori potranno decidere di cedere gratuitamente ai ristoranti (o alle sagre), gli animali uccisi durante la caccia come i piccoli uccelli migratori dal peso di pochi grammi. 

Le associazioni: "È l'ennesimo attacco alla tutela della biodiversità da parte della Regione Lombardia"

"È evidente - affermano le associazioni Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf Italia - come questa norma sia solo un trucco per eludere un divieto necessario a prevenire fenomeni di illegalità come il traffico illecito di uccelli morti e di richiami vivi, il furto di nidiacei o l'uccisione di specie protette. Tutti crimini di cui la Regione Lombardia detiene un triste primato, proprio a causa della domanda di uccelli selvatici alimentata dalla 'tradizione' di cibarsi di questi animali. È anche facile intuire come questa norma rischi di creare i presupposti per la diffusione di un mercato sommerso di vendita di fauna selvatica occultata da donazione gratuita a danno degli imprenditori onesti e delle finanze pubbliche, aggravando, peraltro, l'onere a carico delle autorità pubbliche deputate al controllo". 

Quello che le associazioni considerano "l'ennesimo attacco alla tutela della biodiversità da parte della Regione Lombardia" è avvenuto, per un gioco del destino, proprio il giorno in cui la Corte Costituzionale ha dichiarato l'incostituzionalità di una legge lombarda, a firma dello stesso consigliere regionale autore della legge votata il 24 maggio, nella parte in cui impediva alle autorità di vigilanza il controllo sugli uccelli utilizzati come richiami vivi. Il traffico illecito di richiami vivi è infatti una pratica fortemente diffusa in regione proprio per via della caccia "tradizionale" da appostamento fisso ai piccoli uccelli migratori destinati al mercato della ristorazione.

Italia controllata dalla Commissione europea

"Ricordiamo - concludono le associazioni - che l'Italia è sottoposta a una particolare attenzione da parte della Commissione Europea proprio a causa del diffuso e grave fenomeno dei crimini contro gli uccelli selvatici e che il nostro Paese ha assunto precisi impegni volti ad adeguare il sistema normativo di prevenzione e repressione di questi fenomeni. È inammissibile che nelle regioni a più alto tasso di illeciti contro gli uccelli selvatici, come la Lombardia, le istituzioni pubbliche non sappiano fare altro che emanare leggi e provvedimenti amministrativi di segno contrario rispetto all'obiettivo di tutela della biodiversità, oggi tradotto in principio fondamentale dell'ordinamento costituzionale. Questa pratica, attuata solo per meri fini elettorali e per soddisfare le lobby della caccia e delle armi, espone l'intero Paese al rischio di una pesante procedura di infrazione. Chiediamo dunque al Governo di intervenire e ai cittadini lombardi di pretendere che i propri rappresentanti si occupino del bene comune e non degli interessi di pochi".

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