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Domenica, 21 Aprile 2024
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Asilo di Lora, i sindacati: "Rapinese fermi l'affidamento a terzi, nessuno ci ha avvisati"

E intanto il Comune di Como ha esternalizzato la mensa della scuola di via Sinigaglia

Settembre si avvicina e le scuole tornano con i loro problemi. Se da una parte Palazzo Cernezzi ha deciso di affidare a terzi la gestione della mensa della Corridoni di via Sinigaglia a Como per mancanza di personale interno, dall'altra i sindacati sono sul piede di battaglia per l'asilo nido di Lora.

"La gestione - scrivono le segreterie FP Cgil, Cisl Fpl e Uil Fpl di Como - sarà affidata ad una cooperativa da settembre 2022, con conseguente trasferimento degli operatori su altre sedi. Ricordiamo che l’amministrazione comunale governata da Landriscina aveva approvato con deliberazione di consiglio comunale l’affidamento dell’asilo nido di Lora a terzi a giugno 2021, ora a distanza di un anno e con una nuova amministrazione l’asilo sarà esternalizzato. Nessuna comunicazione formale è stata fatta alle organizzazioni sindacali e alla Rsu (nonostante quanto previsto dal contratto collettivo nazionale), è il personale a segnalarci che a settembre sarà assegnato ad altre sedi". 

"Chiediamo alla nuova giunta, al sindaco Rapinese - aggiungono i sindacati - di fermare immediatamente l’esternalizzazione del nido di Lora, di incontrarci, e riteniamo necessario aprire un tavolo di confronto con l’amministrazione. E’ importante che l’amministrazione si esprima in merito essendo frutto di scelte gestionali fatte da parte della precedente amministrazione. Chiediamo all’assessora Roperto di incontrarci e di chiarire quale sia il progetto futuro sul servizio. Come affermato già in passato, anche con amministrazioni di colori diversi, siamo contrari a questa politica di esternalizzazione a lungo termine e senza prospettive di tutela dei servizi pubblici".

"Ricordiamo che questa modalità - concludono le segreterie cittadine - determina per il personale che opera nel servizio una condizione contrattuale (sotto il profilo economico e normativo) molto più svantaggiosa e precaria, con evidente dumping contrattuale subito dal personale che opera nel servizio, insomma si impoverisce chi lavora. Riteniamo in questo momento storico inaccettabile una scelta di questo tipo. Il sistema educativo pedagogico comunale, rivolto alla prima infanzia, è un servizio fondamentale per tutta la cittadinanza e non può avere quale obiettivo il guadagno dei privati a discapito dell’attenzione ai bisogni dei bambini, delle famiglie e delle condizioni di lavoro del personale".

Via Sinigaglia

"Il 13 luglio - scrivono le segreterie FP Cgil, Cisl Fpl e Uil Fpl di Como - abbiamo chiesto un incontro per confrontarci con l’amministrazione e i dirigenti sulla scelta di esternalizzare la cucina di Sinigaglia: nessuna risposta se non i dati dei pasti preparati nelle mense e delle addette al servizio. Sono ormai passati più di 10 giorni ma tutto tace e la delibera di giunta assunta prima del passaggio con i sindacati e la Rsu è inaccettabile. Non c’è stata attenzione e rispetto nei confronti del personale, della Rsu e delle parti sociali, e questo come primo passo da parte dell’amministrazione appare poco aderente a quanto previsto dal contratto nazionale. Ricordiamo che il sistema delle relazioni sindacali deve essere improntato alla partecipazione consapevole, al dialogo costruttivo e trasparente,  alla correttezza e alla buona fede. Già in passato avevamo chiesto di assumere personale nel settore della ristorazione, ma nessuna sostituzione è stata fatta. Il blocco delle assunzioni disposto fino a qualche anno fa non è più attivo nella pubblica amministrazione, quindi il personale del settore cessato poteva essere sostituito, garantendo il servizio in condizioni migliori per il personale coinvolto". 

"Chiediamo quindi alla giunta - aggiungono i sindacati . di revocare la decisione e provvedere immediatamente con assunzioni, dirette di personale, che in questo ambito possono essere fatte con chiamata diretta, con tempi ridotti. Il servizio non può rimanere sulle spalle delle 43 operatrici oggi presenti, ma non può nemmeno essere continuamente depauperato e dismesso a favore del profitto delle società private, con la conseguente attivazione di contratti peggiorativi che determinano un dumping contrattuale inaccettabile. Chi ne paga le conseguenze sono sempre la lavoratrici coinvolte che avranno non solo contratti peggiori (anche rispetto ai part time involontari che in questi casi sono sempre più diffusi), ma con condizioni di lavoro di maggiore carico lavorativo".

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