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Nell'immagine Dungeons and Dragons giocato in modo tradizionale. Ora, a causa del covid, il progetto di Fondazione Volta prevede che ci si sfidi on-line

Nell'immagine Dungeons and Dragons giocato in modo tradizionale. Ora, a causa del covid, il progetto di Fondazione Volta prevede che ci si sfidi on-line

Dungeons and Dragons: il gioco di ruolo aiuta i ragazzi autistici di Como

È l'originale iniziativa della Fondazione Alessandro Volta

Fondazione Volta, insieme alla Camera di Commercio di Como Lecco, Confindustria Como e con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico, sosterrà un progetto per scuole e famiglie degli studenti comaschi. Utilizzando il gioco di ruolo, ragazzi autistici, che per la loro fragilità soffrono particolarmente le restrizioni imposte dalla pandemia, potranno ritrovare la serenità.

“E noto – spiega Luca Levrini, presidente di Fondazione Volta - come il recente lockdown abbia interferito e danneggiato la quotidianità dei nostri giovani e bambini. Un danno invisibile, con invisibili ripercussioni emotive e di crescita, le cui sequele sono state scarsamente attenzionate”. Costretti a casa, privati della socialità e obbligati a una didattica diversa dal solito e, chissà, forse meno efficace, tutti i ragazzi si sentono più fragili, figuriamoci quelli che sono gravati da una fragilità già intrinseca.

Il gioco di ruolo verrà utilizzato per potenziare abilità sociali, funzioni esecutive, teoria della mente e problem solving. Il progetto è stato avviato il 15 giugno e termineranno il 10 settembre, con i ragazzi divisi in 3 gruppi composti da 5 partecipanti, per ciascuno dei quali sono stati organizzati 20 incontri. L’intero progetto è sviluppato in modalità telematica ed è tenuto dalla dott.ssa Aurora Bellucci, dottore in tecniche psicologiche, professionista formata sui disturbi dello spettro autistico con focus sul fenotipo “high functioning”.

La maggior parte dei ragazzi che partecipano al progetto ha tra i 15 e i 18 anni, ma ci sono anche due giovanissimi di 13 anni e un ragazzo di 22 anni.

“L’autismo è una condizione complessa dove le difficoltà in ambito sociale e relazionale sono centrali”. Racconta la dottoressa Bellucci. “Sono grata alle istituzioni coinvolte per aver permesso ai ragazzi di accedere gratuitamente a un intervento di questo tipo. Gli interventi psicoeducativi che utilizzano i giochi di ruolo (in questo progetto stiamo usando Dungeons and Dragons) come strumento facilitante, sono particolarmente efficaci nel potenziamento delle social skills, soprattutto in questi giorni di incertezze dove le routine e i punti di riferimento vengono meno”.
“In un particolare momento storico – continua Bellucci - questa iniziativa assolve a una duplice funzione, non solo terapeutica ma anche nella costruzione di un tessuto sociale accogliente per i nostri ragazzi”. 
Al 29 Giugno sono stati effettuati 5 dei 20 incontri previsti: “Da un punto di vista clinico è ancora presto per definirne gli esiti ma le premesse sono senz'altro molto positive, la partecipazione è proattiva e il laboratorio sta diventando una routine attesa dai ragazzi i quali stanno iniziando a coordinarsi meglio e a sviluppare strategie di gruppo".

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