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2025: rivoluzione nello spazio a lago

C'è tutta una Como da ripensare, a partire dalla zona dello stadio

Via i pullman turistici, sono arrivate le auto. Tutto si trasforma e nulla cambia, almeno per ora. In una zona come quella intorno alla Stadio Sinigaglia, da sempre assediata dalle quattro ruote, qualche nuovo stallo blu non modificherà una situazione ancora ben lontana dal trovare un suo equilibrio urbanistico. Tuttavia, xi sono due elementi che potrebbero portare a una svolta. Nel 2025, pur facendo tutti gli scongiuri del caso, il nuovo lungolago e in questo caso soprattutto i Giardini a lago, inducono a pensare positivo rispetto al coraggio che serve a una città e ai suoi amministratori per attuare una grande rivoluzione, ovvero inserire la zona dello stadio nella Ztl di Como. 

Lasciandosi trasportare dall'entusiasmo di una considerevole porzione di città che entro un paio d'anni dovrebbe essere finalmente restituita a tutti, immaginare un lungo tratto di città senza auto, diciamo da viale Geno sino a viale Puecher e Villa Olmo, non sarebbe una follia ma una grande visione coerente con un capoluogo moderno vocato al turismo e al benessere dei suoi cittadini. Senza sfamare la pancia ma solo la ragione, facendo memoria del fatto che le zone pedonali, tanto combattute sul nascere, alla fine hanno sempre messo d'accordo tutti: residenti e commercianti. Basti pensare, senza scomodare piazza Verdi o Piazza Volta, a cosa sono oggi i Portici Plinio e piazza Grimoldi senza auto.

zona stadio parcheggi blu mp

Togliere le auto dallo stadio vuol dire ridare ossigeno a una delle zone più importanti della città, sia per il suo affaccio sul lago di Como, sia per l'immenso valore della sua architettura razionalista. E certamente significa riqualificare in chiave futuristica Como, decentrando i turisti dalla sola città murata e offrendo loro un lunghissimo affaccio sul primo bacino del lago di Como. Le città più avvedute, o semplicemente meglio attrezzate nell'intercettare la realtà di questo tempo, stanno andando tutte in questa direzione. Rifiutarsi di ragionare in quest'ottica, favorendo quindi l'umore degli amanti dei pennelli blu, vuol dire non avere il coraggio che oggi serve per vincere le sfide che ci aspettano. Tanto più che il progetto è già inserito nella scheda di PGT.

Restituire alla vivibilità le zone più nobili di Como è un dovere, un dovere civile che porta benessere. Magari non succederà nel 2025, ma iniziare a ragionare in questi termini - pensando a quali alternative di parcheggio offrire (e qui la dannata Ticosa potrebbe giocare un ruolo determinante), a come potenziare i mezzi pubblici in città (minibus elettrici?), a come inserire la zona stadio e lo stadio stesso in un circuito virtuoso - non dovrebbe far paura a nessuno. Tanto meno a chi ha l'onore di guidare una città lenta che è stata costretta a correre. Ma senza aver chiara la direzione, senza una meta, si rischia di sbandare in curva. 

zona stadio monumento caduti mp 2

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