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Animali

Cerbiatto ferito cerca aiuto, ma la gente pensa solo a farsi i selfie: morto

Bastava veramente pochissimo per salvarlo e invece tanta gente ha preferito disinteressarsi dell’animale e fare i selfie

Solo ieri 3 giugno raccontavamo la storia del piccolo cerbiatto di Carate Urio, Bambi che è stato salvato quando è arrivato al CRAS e ha dovuto affrontare una complessa operazione chirurgica, ma grazie all’impegno dei veterinari, il dottor Reiner Schneider e il dottor Gianbattista Fornari, se la caverà e potrà ritornare nel bosco la prossima primavera. Questo grazie a una convenzione fresca di firma tra la presidente di Leidaa, onorevole Michela Vittoria Brambilla, e il comandante della polizia provinciale di Como, Marco Testa: la polizia comasca potrà affidare al CRAS lecchese (Centro recupero animali selvatici) gli animali in difficoltà trovati sul proprio territorio. 

Lo mettono in braccio ai bambini per fare i selfie, ma il cerbiatto sta morendo

Purtroppo non tutte le storie hanno un lieto fine come quella di Bambi: ne è prova quella di un altro cucciolo di cervo, trovato solo nei boschi di Piona (Colico), proprio della stessa età di quello “fortunato”. La sua vicenda inizia quando cade in un fiume e viene recuperato da una persona in barca che lo salva. Lo riportano nel bosco, forse pensando che se la sarebbe cavata. Un grave errore, visto che questi animali sono delicati e sensibili e hanno bisogno dell'aiuto della mamma o, in alternativa, di persone qualificate. Ormai le possibilità di ricongiungimento con la cerva erano compromesse. Il giorno successivo viene avvistato nella zona adiacente all'abbazia di Piona, solo e abbandonato. Insegue disperatamente le persone per avere nutrimento e soccorso. Il povero cervo va incontro ai turisti e lecca i loro pantaloni, tanto è affamato e assetato: le persone, invece che contattare le autorità o il Cras, lo accarezzano (la madre non riconosce più i cuccioli se sente l'odore dell'uomo), lo mettono in braccio ai bambini e fanno addirittura dei selfie con lui, infrangendo il buon senso e la legge che impone di non toccare gli animali selvatici. Dopo tre giorni passati in una condizione di assoluto abbandono, la polizia provinciale lo ritrova disteso nell'erba, in coma. Subito è trasferito al Cras Stella del Nord dove è ricoverato in terapia intensiva: per lui, purtroppo, è tardi, dopo tutto quel tempo passato senza cibo e acqua.

“Questa storia lascia l’ amaro in bocca – commenta l'onorevole Brambilla -: bastava veramente pochissimo per salvarlo e invece tanta gente ha preferito disinteressarsi dell’animale e fare i selfie. Si tratta di un atteggiamento terribilmente scorretto cui dobbiamo subito porre un freno tramite una campagna di informazione e sensibilizzazione che stiamo portando avanti tramite il nostro CRAS: tutta la fauna selvatica va conosciuta per essere difesa e rispettata. Sono animali tutelati che rappresentano, secondo le leggi nazionali, un patrimonio indisponibile dello Stato ed è vietato toccarli o appropriarsene. In particolare, chiunque veda un cucciolo di cervo o di capriolo solo nel bosco non deve assolutamente avvicinarsi né toccarlo ma, semmai, assicurarsi a debita distanza che la madre non sia nelle vicinanze. Se risulta abbandonato e magari anche ferito, deve contattare senza indugi la polizia provinciale e attendere sul posto l'intervento di persone esperte che sappiano come operare al meglio. In alternativa può sempre chiamare direttamente il nostro CRAS “Stella del Nord” al numero 0341/1910881”.

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